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La caccia alle streghe.

Tra il 1450 e il 1750 migliaia di persone, per lo più donne, furono processate in Europa per il reato di stregoneria, la metà vennero condannate.

 

Questi impressionanti numeri possono far intuire come la Caccia alle Streghe non fu unicamente una persecuzione religiosa, ma un mezzo che gli Stati usarono, unendosi alla Chiesa, per soffocare con la paura la popolazione.

Gli stati più cruenti furono la Spagna, che doveva cancellare la dominazione mussulmana dalla memoria ed usi delle loro terre un tempo invase ed ora riconquistate e la Germania impegnata ad unire un territorio scisso sotto un unico governo centrale.

La paura era quindi un mezzo di controllo, esser denunciati era all’ordine del giorno, le delazioni venivano usate come vendetta verso un nemico, per motivi economici o per eliminare un avversario, questo rendeva chiunque un possibile bersaglio e tutti cercavano così di attenersi ad un comportamento il più possibile morali.

L’inquisizione da parte sua mirava ad eliminare tutto ciò che degli antichi culti sopravviveva, ed era proprio nella vita di tutti i giorni che il clero aveva difficoltà ad insinuarsi.

Le comunità contadine erano saldamente aggrappate ai riti che generavano speranza in un buon raccolto da affidare ad una divinità, alla benedizione da elargire al bestiame o rito con il fuoco che purifica. Da queste esigenze ed abitudini nascono le feste cristiane poste nelle date adiacenti a quelle dell’antico culto così da soppiantarle, ed i Santi, che in una religione monoteista, andavano così a sostituire le divinità a cui i semplici si affidavano e raccomandavano.

Ma chi erano le persone accusate di stregoneria?

Per lo più levatrici, erboriste e prostitute, spesso donne libere, non controllate né da un padre né da un marito, quindi per l’epoca sconvenienti.

Le erboriste possedevano inoltre un sapere che i monaci volevano unicamente per loro, non solo la salvezza dell’anima doveva passare per le loro mani, ma anche quella del corpo e mentre le donne venivano accusate per il loro sapere di stregoneria, i monaci affinavano le loro conoscenze con studi di tomi a tutti gli altri proibiti.

Le accuse di eresia erano quindi non solo da ricondurre ad un discostamento dal sentiero che la fede segnava, ma ad un mezzo per eliminare chi era ritenuto scomodo. I Templari furono eccellenti testimoni di tali meccanismi, accusati di eresia non dalla chiesa, ma dal Re di Francia che avendo potuto ammirare il loro tesoro non esitò ad eliminarli con accuse infamanti pur di entrare in possesso dei loro beni.

Pochi, pochissimi accusati che l’inquisizione fece incarcerare e torturare avevano in realtà avuto contatti con riti di stregoneria, e tra questi molti avevano unicamente immaginato tutto, allucinazioni indotte da sostanze stupefacenti allora usate. Bologna ad esempio era terra di coltura della canapa che i contadini per fame ingerivano, ed è per questo motivo che i documenti dell’epoca, presenti negli archivi della città, descrivono i voli ai sabba più affascinanti che gli storici abbiano mai potuto studiare.

Monika M (diritti riservati )

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