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Il Sole ormai stanco si oscurava sotto la linea dell’orizzonte abdicando in favore della sua Luna che ora timida si lascia lentamente ammirare nell’oscurità crescente.

Ama questo momento della giornata, dominato dal silenzio, le anime diurne procedono lente verso il riposo, mentre le creature della notte stanno per destarsi, limbo in cui nessuno regna, una terra neutrale tra i due mondi. Afferra il caldo mantello che fedelmente la attende sempre accanto all’uscio , nelle capienti tasche trovano asilo le candele destinate ad accompagnarla nel rito che a breve celebrerà nel bosco all’interno del cerchio di pietra consacrato.
La prima Luna piena dell’anno risplende ora alta nel cielo -Luna del Lupo ….. sussurra avanzando con cautela nel fitto bosco ,gli occhi attenti scrutano il terreno , avanza così a testa bassa ,alzando lo sguardo di tanto in tanto solo per orizzontarsi , come stella polare la Luna piena che le indica la direzione.
Avverte gli ululati sempre più lucubri vibrare nell’aria che la circonda , carezza delicatamente il monile di Avalon che porta al collo per ricordar a se stessa che nessuna creatura della Dea toccherebbe mai una sua Sacerdotessa e sorride rinfrancata.
Chiude gli occhi un istante e vede il loro muso affusolato e regale sfrecciare veloce tra la vegetazione, incorniciato dalla nuvola di vapore del loro respiro caldo che si concede restio alla gelida notte, occhi attenti e fieri che tutto scrutano e calcolano, li sente correre non lontano, è la loro notte, pensa sorridendo complice, tra poco benedirà quelle creature nel suo rito alla luna.
Riprende il suo lento incedere, il bosco è ormai alla fine, la radura si dona al suo sguardo e con essa un misterioso purpureo fiore notturno, scruta nell’oscurità quell’entità che sensuale avanza nella notte con fare innaturale, come se nel suo incedere fosse desta ma contemporaneamente addormentata.
La veste rosso fuoco danza in morbide onde generate dal dolce alito di vento che le carezza, mentre le braccia della giovane donna oscillano languide come a voler accarezzare la notte tutta, cercando in essa un contatto, un abbraccio. La segue incuriosita con lo sguardo notando che ella si dirige a passi sicuri nonostante l’oscurità che la circonda verso il cimitero della vicino paese, decide così di seguirla nei limiti che il bosco le concede per non esser vista.
Il cigolio del cancello arrugginito le conferma che l’ umana era diretta al cimitero, corre verso l’arbusto più vicino così da poter seguire le vicende che attendono quella creatura, curiosa per il singolare incontro, notando solo ora che un’altra figura si staglia imponente accanto ad una tomba marmorea, nonostante le dimensioni monumentali di questa, la figura le appare maestosa.
Il lungo mantello ne cela il corpo, almeno quanto l’oscurità che lo avvolge, ma non le occorre vederlo per capire chi Egli sia, le emozioni che genera in ogni essere con cui entra in contatto sono le medesime, e vinta dal turbamento provato si sostiene al nodoso tronco appoggiandovi contro il suo corpo che fragile appare ora come svuotato della sua linfa vitale.
Lo sguardo fisso come fosse assente è imbrigliato sulla Sua persona, come fosse un magnete che tutto a se attira, plagiando ogni volontà, abbattendo ogni resistenza, tanto da non rendersi subito conto che la giovane è giunta a pochi passi dal Vampiro.
Il marmoreo sepolcro appare ora un talamo su cui ella si distende come vergine sacrificata sull’altare, svelando la nudità del seno che niveo si staglia nella notte come candida cupola pronta ad esser sconsacrata dal Demonio stesso. Braccia avide implorano in Sua direzione di esser appagate promettendo in cambio tutto ciò che possiedono , la vita stessa!
Inorridita da quel che sa che sta per accadere vorrebbe fuggire o quanto meno distogliere lo sguardo ma con repulsone per la sua natura comprende che ne è ammaliata, affascinata al tempo stesso e come sadico spettatore non riesce a non assistere a quella morte annunciata.
Sente il suo respiro farsi pesante , gravoso , mentre il battito del suo cuore accelera così violentemente da sembrare che il suo roboante pulsare possa esser udito per tutto il silenzioso bosco, avverte un grido farsi strada nella gola e per imprigionarlo si morde le labbra così violentemente da farle sanguinare ed avvertirne il sapore.
Un fremito increspa le labbra svelando due perlacei fioretti che ancor prima di trafiggere il collo trafiggono il cuore, azzannando l’anima ancor prima di averla presa.
Il Suo volto percorre il corpo adagiato come a goder della vita che in esso pulsa, pregustando quel che già gli appartiene, mentre il candido corpo si inarca in un fremito esponendo il sottile collo ad implorar d’esser trafitto, brama accresciuta dall’attesa centellinata con sapienza demoniaca.
Carezze dalla carnalità flautata ondeggiano con la lingua che lenta lecca la pelle che inerme gli si dona prima di esser violentemente profanata, mentre la bocca di lei emette lievi gemiti imploranti .
Ad occhi sgranati osserva la scena, la schiena sprofonda nel caldo tronco nodoso che la sorregge ormai interamente, l’orrore ed il fascino si mescolano in lei rendendola inerme ad ogni scelta, fino ad udire quel rumore che la fa rabbrividire e portar d’istinto le mani a coprir le orecchie, lo scrocchio dell’arteria recisa dal morso deflagra nella sua mente come una detonazione assordante mentre i suoi occhi ora vitrei fissano la mano di lei che ciondola giù dal sepolcro violentata dagli spasmi della vita che la abbandona fino a lasciarla abbandonata, immobile ,esanime.
Fissa a lungo quella mano ormai fredda e priva di vita finché un possente e vigoroso ululato squarcia il silenzio della notte la desta, irradiandola di una luce che la conduce aldilà della disperazione in cui la scena l’aveva fatta sprofondare, che la riscalda e rasserena.

di Monika M