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Era un velo di tristezza, malinconia per un qualcosa che non sapeva spiegarsi. Il giovane si mise una mano sull’occhio che aveva ancora la vista danneggiata, poi la fece scorrere fino alla fronte e si passò la mano nei capelli e rimase lì con lo sguardo verso il soffitto ricoperto di affreschi.

«Dicono e hanno scritto talmente tante cose che nemmeno loro stessi sanno cosa sia vero e cosa no» mormorò. «E forse nemmeno io» concluse abbassando lo sguardo e chiudendo gli occhi.

«Mi stupisci» intervenne Eva, attirando l’attenzione del giovane che voltò lo sguardo verso di lei. «Ti credevo più forte, Lu» confidò.

«Forse ti sei fatta fin troppe aspettative su di me, mi hai sempre e solo visto su dei campi di battaglia fino ad ora» rispose quasi si volesse giustificare. «E tu non sai nulla di me realmente, tanto che pensavi fossi tutt’altra persona.»

«Sì, lo ammetto, ti pensavo diverso, e sono anch’io caduta in balia dei pettegolezzi, ma qualcosa mi ha portato ad aprire gli occhi e a farmi domande su di te» spiegò. «Ma anche tu sei in balia di quegli stessi pettegolezzi, tanto che non sai più chi sei.» […]

Estratto da “Lucifer e i Cavalieri della luce” di Jessica Verzeletti (Vietata la riproduzione)

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