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-Quanto vuoi?- mi sentii chiedere dall’interno dall’auto appena accostata al marciapiede che ospitava la mia attesa .

Perplessa restai in silenzio non comprendendo cosa l’uomo intendesse . Infastidito si sporse poi sdraiandosi sul sedile del passeggero . – Allora? Si può sapere quanto vuoi? Non ho mica tutta la notte come te bella mia ! –
Sgranai gli occhi ancora incerta sull’infuriarmi o scoppiar a ridere . Era così tanto tempo che non ridevo .
Un magistrato della mia levatura scambiato per una puttana era esilarante  , ed ancora più divertente era il fatto che sessualmente io avessi conosciuto unicamente quello che ora era il mio ex marito , uomo portatomi via da una che aveva la metà dei miei anni .
Guardai le mie gambe troppo scoperte per via di quel vestitino troppo corto che avevo indossato per una stupida competizione , l’umiliazione e l’impotenza di esser stata annichilita da una ragazzina faceva capolino in quel mio innaturale modo di conciarmi . Che mi stava succedendo ? Speravo vedendomi conciata in quel modo sarebbe tornato da me? Guardai verso l’incrocio da dove sapevo sarebbe  giunto per riportarmi nostro figlio e provai vergogna . Lui ne ero certa mi avrebbe deriso e l’idea era dolorosa quanto i tacchi troppo alti che avevo messo su ,  strinsi istintivamente le braccia attorno alla scollatura troppo generosa , e mentre desideravo fuggire da lì lo sportello dell’auto ancora in sosta si aprì .
La mia vita era stata noiosa come un treno che sempre in perfetto orario arriva nelle stazioni , figlia e studentessa  modello , moglie fedele , madre affettuosa e carriera affermata, eppure una nota di insoddisfazione vibrava nella mia anima , a me mancava la felicità !
E se la felicità richiedesse follia? Mi chiesi mentre senza pensare entravo nell’auto con lo sconosciuto .
L’uomo , che trovavo tutt’altro che affascinante , avviò la macchia che si unì al traffico romano mentre la sua mano , lasciato il cambio , finì sulla mia coscia . Istintivamente mi irrigidii e serrai le gambe .
-Non è molto che lo fai … – osservò questo compiaciuto , ed i suoi occhi lasciarono intravedere il pensiero che avesse avuto fortuna nel trovarne una che si lasciava ancora attraversare da emozioni .
Viscido , lo trovavo viscido ed il pensiero di ritrovarmelo addosso mi faceva provare disgusto, eppure quella repulsione provocava in me una strana eccitazione , un’euforia mai provata prima , mi sentivo come una tigre che trova il coraggio di uscir dalla gabbia in cui era nata e cresciuta . Per compiacere sempre tutti avevo finito per vivere una vita senza macchie e proprio quella perfezione mi aveva resa noiosa  . Perché non avevo mai detto una parolaccia ? Perché non avevo mai preso un’insufficienza ? Perché non avevo affrontato mio marito quando avevo scoperto il tradimento per poi essere umiliata con l’abbandono di lui  ? E soprattutto perché non avevo mai avuto un orgasmo come quello che stavo avendo ora coricata a faccia in giù su quel cofano ?
Tutto era franato , liberandomi . Quell’educazione borghese si era dissolta , quel timore di giudizio ,assieme all’esigenza di esser ammirata , erano scomparsi dalla mia mente . Avevo sempre creduto che quell’alone di perfezione che attorno ero andata con gli anni costruendomi mi avrebbe protetto dall’insuccesso e dal dolore ed invece era divenuto unicamente la mia gabbia dalle sbarre dorate .
Guardai il semaforo rosso ed un malinconico ricordo tornò a farmi visita , i tempi del liceo , il primo fidanzatino ed il volto corrucciato di mio padre che non lo riteneva alla nostra altezza , lui e la sua famiglia di ristoratori . Sospirai , forse avevo barattato la mia felicità già allora , rinunciando ad un batticuore per l’ammirazione di un genitore che identica a lui ti vuole .
Reputazione ecco il limite imposto ad una donna , o sei moglie o sei puttana o sei madre o sei  amante , << sei vuoi esser rispettata dovrai esser impeccabile >> questo se lo ripeteva da sempre , ma a quale costo ? E soprattutto ,ora mi domandavo, ne valeva la pena ?
Avevo ormai passato i quaranta e comprendevo sempre più che nulla contava più dell’invecchiar senza rimpianti , che non era tardi per cambiare , che potevo riprendermi la persona che più amavo .
Si lo amavo , amavo quell’uomo che mi era stato portato via , ma ora avrei lottato per riprendermelo !
Mi sentivo sporca quanto quei cinquanta euro che stringevo tra le dita mentre quello ormai del tutto disinteressato mi riportava dove mi aveva presa . Scesi , le gambe non più abituate a certe prestazioni erano rigide dallo sforzo fisico a cui erano state sottoposte durante il rapporto , violento  e squallido , appena avuto e faticavano a sorreggermi .
-Ti ritrovo qui? – Lo guardai confusa – Batti qui di solito ? – puntualizzò allora vedendo che non comprendevo . Risposi con un sorriso enigmatico e mi allontanai .
Sul portone di casa, poco distante ,vidi il mio ex seguire con lo sguardo la macchina che mi aveva appena lasciato per poi riportare gli occhi increduli su di me .
Sapevo benissimo cosa stava pensando , avevo fatto tardi per la prima volta ,da quando mi conosceva , ad un appuntamento , indossavo un vestito insolitamente  indecente , frequentavo un altro uomo , non mi ero fatta trovare in casa al ritorno del mio bambino , so che ora ti stai chiedendo << Chi sei ? >>  E so che la cosa ti eccita ,  pensavi di conoscer tutto di me ma non è così .
Diedi i cinquanta euro a mio figlio pregandolo di prendere un po’ di pizza perché la mamma non aveva avuto tempo di preparar la cena . Quel gesto fu inebriante , avevo un segreto , un lato oscuro che nessuno avrebbe mai sospettato o conosciuto .
Passando accanto al mio ex , con l’indice , gli sollevai un poco il mento per chiudergli la bocca che ancora aperta dallo stupore mi rivolgeva , carezzandola con uno sguardo che mai mi era appartenuto , fino a quella sera .

 

Racconto di Monika M

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