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Quando possibile mi piace visitare i luoghi che nei miei romanzi cito o narro .Non ho quindi resistito alla tentazione di far visita a Fumone , a pochi passi da Roma  . Il mio romanzo in stesura , “Aquila, le vette dello Spirito” , prende inizio proprio da qui … o meglio dalla morte che queste mura ospitarono : la dipartita terrena di Celestino V . Il castello di Fumone ne su infatti prigione  ed è tra queste mura che il papa dimissionario , ormai tornato Pietro dal Morrone morì dando vita all’immortalità  del Santo.

Arrivati a Fumone il primo enigma da risolvere è comprendere dove sia il Castello , questo infatti è completamente inglobato nel borgo e ne è il cuore , unicamente inerpicandosi per i ripidi e caratteristici vicoletti si trova il suo accesso .

Visite di gruppo sono organizzate sin dalle prime ore della mattina e dopo essermi assicurata che avrei potuto vedere la cella che ospitò Celestino V mi aggrego al minuto gruppetto.  Il Castello sorprendentemente rivelerà però molto più di quel che mi aspettavo , almeno a chi come me è appassionato di mistero e fantasmi ! In fondo che castello sarebbe senza il fantasma che in esso si aggira ? Ebbene qui di fantasmi però ce ne sono almeno tre!

Ma andiamo con ordine , la visita inizia con una scala ripida che ci conduce accanto ad un profondo pozzo , l’aspetto grazioso trae in inganno . Quel pozzo infatti detto “delle vergini” serviva a dar morte alle donne che , appena sposate , non giungevano vergini al giorno delle nozze … privando così il Signore del Castello del diritto :”jus primae noctis”. Le urla strazianti delle malcapitate  echeggiavano nelle notti del borgo , come monito ed avvertimento per le altre  !

La visita continua poi conducendoci  in quel che è la piccolissima cella riservata al prigioniero di Bonifacio VIII che ,terrorizzato dalla possibilità di uno scisma , fece rinchiudere nella fortezza il Papa dimissionari . La stanza microscopica induce il visitatore a chiedersi come un uomo potesse  vivere lì per mesi , Pietro era un’eremita e proprio questo ha fatto si che egli resistette .Inoltre le mura di pietra emanano una fredda umidità e le temperature ,anche in autunno  potevo constatare io stessa , erano glaciali e questo rende  la sensazione di patimento provata  da Celestino V ancor più tragica  . La guida a questo punto ci informa che un altro Papa pare esser lì morto, ma il suo corpo mai venne ritrovato : Gregorio VIII , molti sono convinti il suo spirito irrequieto si aggiri ancora tra le mura del castello , tutt’ora abitato!

Nonostante la pena provata in questo luogo aleggia una sensazione di pace , la cappella accanto costruita con i suoi colori caldi rinfranca lo spirito del visitatore … questo non si può però dire della stanza successiva.

In una piccola stanza attendiamo , tutti rivolti verso una teca chiusa , che il suo contenuto venga svelato . Un bambolotto , penso inizialmente , ma non è così . Quel che viene svelato è il corpo imbalsamato di un bambino : il marchesino Francesco Longhi , ucciso per invia dalle sue stesse sorelle con piccole ma costanti somministrazioni di arsenico . La vista è già inquietante ma la narrazione degli eventi lo è ancor di più ! La madre , impazzita dal dolore , si recava tutti i giorni in quella che era la stanza del figlio per cambiarlo di abito, forse realmente convinta che questo fosse ancora vivo . Tutti i quadri presenti nel Castello , che la donna raffigurano , vennero ridipinti aggiungendo  l’abito nero del lutto . Ed è quello della madre :Emilia Caetani Longhi il terzo fantasma che pare aleggi alla ricerca del figlio perduto . Leggenda vuole che ancora oggi si odano i suoi passi recarsi a quella teca e che il marchesino , come ogni bambino , compia delle marachelle nascondendo i suoi oggetti ancora conservati nella teca .

Non mi credete ? Ebbene potete far visita al Castello   …e so che, come me ,avvertirete dei brividi al cospetto di quella teca!

Monika M .