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Ho letto entrambe i romanzi di questo giovanissimo autore, Mauro Colarieti ,affascinata dal suo stile  non ho resistito al desiderio di conoscerlo ( e di farvelo conoscere )  meglio !

Potete leggere le presentazioni fatte ai suoi romanzi nel mio blog :

 

Lo ringrazio quindi di aver accettato ,ed  esser ospite nel mio blog …

Nonostante la tua giovanissima età risulta evidente , leggendo i tuoi romanzi , una notevole cultura ,  sono certa extrascolastica e sono quindi curiosa di sapere come e con cosa nutri la tua curiosità .

Penso che essere praticamente nato con Google sia un grande vantaggio. A parte scherzi, non mi considero affatto una persona acculturata se non in campi che mi interessano particolarmente. Il fatto è che, a mio parere, la cultura è soggettiva. O, meglio, siamo tutti un po’ ignoranti. Potrei parlarti per ore sull’effetto farfalla, ma chiedimi come si calcola la forza in fisica e faccio scena muta. Nella mia generazione siamo quasi tutti acculturati, a modo nostro. La mia curiosità la sfamo con la ricerca: prima di scrivere storie, passo un periodo abbastanza intenso a cercare fotografie, scene di film e dipinti che possano aiutarmi a raccontare la storia. Questo succede anche per notizie che mi capitano su Facebook: leggo l’articolo superficialmente ma la ricerca per capire se è una fonte attendibile la considero essenziale.

 

La musica occupa un importante spazio nei tuoi romanzi , quasi ne determina lo stile , immagino sia così anche nella tua vita quotidiana .

Esattamente. Se c’è una cosa che mi porto dietro fin da quando sono bambino è la teatralità. Sono una persona molto drammatica, mi basta pochissimo per essere felice ma altrettanto poco per farmi avere momenti no. Voglio dire, potrebbe bruciarmi casa e sarei comunque esaltato se il tipo che mi piace mi avesse inviato un messaggio.
La musica è la colonna sonora della mia vita, e a molte canzoni devo alcune idee che ho avuto per i miei lavori. Una sequenza di un film può essere esteticamente perfetta, ma con la canzone sbagliata perde la magia. Mi piace pensare sia un po’ così anche nella mia vita.

 

Ho trovato molto particolari i tuoi protagonisti , in un epoca dominata dalla letteratura  dei “belli e dannati” ,  che descrivi  in sovrappeso , timidi ,impacciati , spesso oggetto di bullismo … non nascondo che ho trovato questa caratteristica  molto affascinante .

Penso sia una cosa che non perderò mai. Nessuno è perfetto, e studiare i difetti delle persone non fa altro che farmele trovare più adorabili.
Ogni personaggio, anche secondario o inutile per lo svolgimento per la trama, è cosparso di difetti nelle mie pagine e deve essere così. I difetti non ci renderanno più belli, ma ci rendono veri. Ed essere realistici ma interessanti è una delle cose a cui punto sempre quando scrivo.

In questa epoca dominata dal ” FAST ” ho apprezzato molto il desiderio di lentezza e voglia di romanticismo che emerge nelle tue storie . L’importanza del primo bacio , ad esempio , mi ha piacevolmente sorpreso …

Con l’avanzare della tecnologia penso sia normale prendere per scontato che i millenials siano frettolosi e, generalizzando, non si ha torto. Abbiamo le potenzialità di formarci una cultura molto buona: alcuni adolescenti riescono anche a crearsi un brand famosissimo grazie a strategie di pubblicità online, altri a creare app utilissime già da giovanissimi, altri ancora sanno scrivere sulla tastiera senza manco guardare i tasti. Però non siamo macchine, facciamo cose più velocemente (anche nelle relazioni probabilmente) e il romanticismo e la tradizione delle cose “vecchie” sta un po’ morendo, ma come molti io sono un sognatore, e anche ottimista, quindi per ora c’è sempre un che di disgustosamente smielato nelle mie storie. Probabilmente cambierà: rileggendo i due romanzi pubblicati a distanza di anni dalla loro stesura finale, mi vedo un po’ più disilluso e non mi rivedo troppo nei loro pensieri.

Il bullismo è un fenomeno che nei tuoi romanzi emerge in tutta la sua crudeltà e drammaticità , ed inevitabile è stato per me pormi la  domanda : noi adulti lo sottovalutiamo ?

A mio parere non particolarmente. Certo, alcuni professori potrebbero fare di più che ignorare la faccenda. Ultimamente però mi sembra che il bullismo si sia un po’ sistemato, la gente della mia età è piuttosto aperta di mente (generalmente, almeno… soprattutto in un paesino bergamasco abbiamo certi elementi non invidiabili). È il cyberbullismo il vero problema: una tua foto in topless può dare ragione a tutto il mondo di giudicarti e distruggerti. E lì i “grandi” non possono fare niente, e non penso che il cyberbullismo si possa battere ormai. Si può cambiare la società, però. I movimenti come il #freethenipple, per esempio, potrebbero avere un riscontro molto positivo.

I due romanzi sono tra loro molto diversi , da dove prendono origine le tue storie ? E stai lavorando ad un nuovo romanzo ?

Sono parte della mia vita. Costellazione di brufoli lo considero più come un urlo isterico accompagnato da un tranquillo cinismo che han caratterizzato i miei primi anni di outing: il disagio della lobby gay, i tradimenti tra amici, l’importanza dei social network nella mia vita. Il primo amore e il primo tira e molla, ovviamente.
Jellyfish è molto diverso: è più breve, forse più elegante e tratta molti meno temi, ha meno personaggi, è forse basato più sull’introspezione della protagonista che sulle sue azioni. È una parentesi, un mucchio di emozioni che ho provato e che ho voluto esprimere quando ero al massimo della mia aria da sognatore

Intervista di Monika M. a Mauro Colarieti

 

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Mauro Colarieti nasce il primo Aprile del 1997, nonché anno della pecora Dolly, di Titanic e di Google. Dopo aver vissuto i primi capitoli della sua vita a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo, ha deciso di trasferirsi in Cornovaglia per studiare cinema. Ha esordito a diciassette anni con “Costellazione di brufoli” (Lettere Animate Editore, Aprile 2015). Successivamente alla traduzione spagnola, portoghese e francese del suo esordio, esce “Jellyfish – Il ragazzo medusa” (Triskell Edizioni, Settembre 2016), il suo secondo lavoro.

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