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La Cifra Corretta è un romanzo originale, unico, da non perdere!
Ho contattato Simone Palmanti, lo confesso, più come sua fan che non come blogger… Adoro il suo modo di scrivere e volevo assolutamente sapere: ci regalerà altre avventure di questi personaggi irresistibili?
 Godetevi questa intervista che rivela tutta la sua frizzante ironia!
(Un mio personalissimo grazie alla sua Musa, senza di lei forse non avremmo mai potuto leggere questo romanzo.)
1)Simone la prima domanda che ti rivolgo è dettata dal mio interesse quale tua sfrenata fan , ci sono altre avventure che prevedono indagini di questa banda che hai messo su in modo così perfetto ?
Stanno per arrivare due nuove storie che hanno come protagonisti due dei personaggi de La Cifra Corretta. Si collocheranno, a livello temporale, prima e dopo quanto narrato nel mio primo libro. Nel primo racconto scopriremo la genesi di questi due personaggi e un po’ dei loro segreti. Il loro primo incarico in comune sarà l’occasione per conoscerli meglio e per entrare nella loro (apparentemente)  controversa amicizia.
Nel secondo li accompagneremo in un’altra avventura che ci aiuterà a capire quanto in realtà sia profondo il loro legame.
2) I personaggi sono davvero  realistici, ben studiati e descritti, caratterizzati soprattutto nel modo di esprimersi che li identifica immediatamente all’occhio del lettore. Nascono totalmente dalla tua immaginazione o attingi dalla realtà? Qualche tuo conoscente si è forse  riconosciuto tra i personaggi del romanzo  ?
 Per quanto mi riguarda l’immaginazione è sempre stimolata da quanto succede intorno a me e da quello che osservo quotidianamente. Assorbo il mondo che incontro nella vita di tutti i giorni, con voracità e curiosità: una chiacchierata “rubata” mentre sono il fila al bar, una riunione di lavoro, una cena tra amici. Quindi è inevitabile che ci siano persone o eventi che entrano nella mia narrazione.
Alcuni personaggi possono assomigliarmi. Penso che, generalmente, abbiano molti dei i miei difetti. Al contrario io non possiedo tutti i loro pregi (😁).
Per delineare due dei personaggi principali de La Cifra Corretta mi sono ispirato ad un paio di amici: da loro ho preso di sicuro lo spiccato sense of humor, le loro origini e, non meno importante, il loro nome di battesimo. Siccome pensavo a loro mentre i personaggi nascevano, ho inizialmente lasciato i nomi originali, ripromettendomi di cambiarli in seguito durante le riletture successive alla scrittura. Però mi sono affezionato a loro interamente ed ho pensato di mantenerne anche i nomi. Ovviamente prima della pubblicazione ho chiesto ai diretti interessati se ciò li disturbava: entrambi mi hanno autorizzato a procedere.
3)Emerge in modo spiccato la tua ironia e confesso che mi è piaciuto molto questo libro : un thriller che  affronta il tema spinoso dei profughi  ,ma  riuscendo nel contempo a divertire il lettore . La prima scena ricorda molto l’omicidio di Peppino Impastato , è un caso o volevi richiamare questo ricordo nel lettore ?
Le vicende di Peppino Impastato mi hanno interessato e coinvolto fin da quando ho scoperto la sua storia. La cronaca recente è, purtroppo, costellata di episodi simili. La scena iniziale è nata pensando a tutte le vittime di crimini per mascherare i quali si è cercato di inscenare un suicidio.
Lo sfruttamento del lavoro nero di profughi e clandestini, lambito ma non approfondito nel mio libro, è un dramma che è sotto gli occhi di tutti. Ho sempre trovato antropologicamente interessante vedere come le diverse visioni dello stesso problema possano stravolgerne il reale significato.
Ho cercato di ricreare questo dualismo mettendo, nella finzione narrativa, in contrapposizione gli stili di due differenti giornali locali nel riportare le notizie relative agli stessi accadimenti. Altro tema trattato è quello delle discriminazioni legate alle differenze di orientamento sessuale. A mio parere tutti questi aspetti non sono abbastanza stigmatizzati. Il fatto di trattarli con relativa leggerezza è stato, nei miei intenti, un mezzo per riproporli in maniera efficace.
 
4)Lo stile è molto particolare , e come ogni novità spesso non capita da tutti , io al contrario trovo che ti caratterizzi in modo unico e mi auguro lo svilupperai restandogli fedele . Hai degli autori di riferimento ? Scrittori a cui ti rifai o è “nato” da te ?
Penso che chiunque scriva sia influenzato da quanto legge. Io, anche se non sono uno scrittore professionista, non sono da meno.
Generalmente quando scrivo non mi concentro sullo stile da utilizzare. Anche la storia da raccontare, molto spesso, non è pianificata a tavolino: nasce man mano che procedo con la scrittura. Per quanto mi riguarda scrivere è un’attività non dissimile dal leggere. Mi è capitato più volte di stupire me stesso vedendo la piega inaspettata che gli eventi narrati prendevano mentre scrivevo.
Sono molti gli scrittori che amo e che potenzialmente mi influenzano: Carlo Lucarelli, Alessandro Robecchi, i Wu Ming, Andrea Camilleri, Maurizio de Giovanni, Antonio Manzini per citare alcuni scrittori italiani. Joe R. Lansdale, Don Winslow, Cormac McCarthy, Haruki Murakami, Charles Bukowski sono altri autori che leggo con estremo piacere. Ne dimentico sicuramente tanti altri, ma non voglio fare torto a nessuno  (😁).
5) Leggeremo presto qualcosa di nuovo  di Simone Palmanti ? E se si di che genere ?
Sono varie le cose che ho nel cassetto. Il doppio racconto di cui parlavo prima ed altri racconti di tipo differente che prima o poi vedranno al luce.
6) Se dovessi invogliare un lettore a leggerti …cosa diresti del tuo libro ?
Direi che, dopo le decine e decine di volte in cui ho letto e riletto La Cifra Corretta, ancora oggi quando lo riprendo in mano mi diverto ancora tantissimo. Anche se la storia, per me, non ha più segreti e motivi di suspance  (😁)
7) Vuoi lasciarci con una citazione tratta dal tuo romanzo ?
Certo, proviamo a creare un po’ di suspance anche nei tuoi lettori ☺
“È caldo qui dentro, sudiamo tutti.
Da qualche minuto nessuno parla, riesco a sentire distintamente il respiro di tutti gli uomini presenti. Chi respira lentamente espirando dalla bocca tesa, chi invece affannosamente inspirando generose boccate dalla bocca aperta.
Non c’è, come capita talvolta, dell’imbarazzo in questo silenzio. Percepisco tensione, disappunto e timore o, più propriamente, del terrore. Il mio.
L’attenzione delle persone presenti non si concentra su di un solo soggetto, ognuno osserva attentamente un punto preciso davanti a sé.
Io non riesco a togliere lo sguardo dal foro che ho a dieci centimetri dall’occhio destro. “
Grazie Simone Palmanti , Monika M.
Foto
BIO
Simone nasce a Bologna nella seconda metà del XX secolo. Con parecchia fortuna e risultati mediocri completa la scuola dell’obbligo alla metà degli anni ’80. In età giovanile ha una grande passione per la musica e la fortuna di poter suonare con un gruppo di amici. Decide quindi di lanciarsi a braccia aperte nel mondo del lavoro per poter guadagnare e, quindi, comprare gli strumenti che gli servono per coltivare questa passione.
 All’inizio degli anni ’90 incontra la persona che diventerà la sua compagna di vita e che gli trasmetterà un’insana passione per la lettura. Poi, parecchi anni fa, la folgorazione: diventa sempre più forte la necessità di raccontare le storie che incontra per la sua strada e che si sviluppano nella sua mente.
                                                                                      Spinto ed incoraggiato dalla sua inseparabile  musa,
nel 2016 pubblica il suo primo libro:
La cifra corretta.

 

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