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La madre
Oggi è un giorno speciale perché sei nato tu piccolo mio. Mentre ti osservo
il mio cuore di madre batte colmo di un sentimento caldo, bruciante. Mi
riempie i sensi e mi pare che non ci sia cosa più bella e importante, che il
mio scopo in questa vita si riassuma in questo: averti.
Ti annuso: il tuo profumo dolce appartiene solo a me, come il mio a te. Le
ombre si chiudono attorno a noi ma nulla importa, se non di averti vicino.
E’ passato un giorno. Ieri ero completamente presa dalla tua nascita, i tuoi
bisogni erano tutto ciò che sentivo. Oggi, purtroppo, la realtà che ci
circonda ha dissipato le nebbie del mio amore per te, facendomi ricordare
quanto pericoloso sia ormai questo mondo. Ti difenderò, piccolo mio, da
ogni pericolo che cercherà di portarti via da me, lontano dal battito del mio
cuore, che canta per te la sua ninna nanna.
Oggi, al terzo giorno dalla tua venuta al mondo, sono uscita per cercare
cibo. Ero debole, non potevo attendere oltre.
Sapevo quanto fosse pericoloso e il ricordo fresco di tuo padre (morto poco
prima della tua nascita per mano loro) mi ha accompagnata durante tutta la
ricerca. Magari non dovrei ancora parlartene, ma secondo me è meglio che
lo faccia. Devi sapere.
Devi essere al corrente, figlio mio, del pericolo che corriamo. Nessun velo
deve coprire i tuoi occhi, né la tua mente deve tentennare se vuoi restare
vivo in questo nostro crudele mondo. Voglio aggiungere, però, per
confortare il tuo cuore, che questa vita così difficile è anche capace di
mostrare grandi bellezze, come quando sei nato tu amore mio o durante la
primavera quando rinasce l’erba, verde e tenera, dopo il gelido inverno.
Sono passati parecchi giorni e il tempo è stato clemente con noi, facendo sì
che tu crescessi bene. Oggi però sono stata avvisata dal gruppo: “Loro” si stanno avvicinando. Hanno preso uno di noi dopo averlo sfinito nell’inseguimento. Lo hanno accerchiato e alla fine, dopo averlo ferito, senza neanche assicurarsi che non sentisse più sofferenza, lo hanno aperto,
e dal suo corpo caldo hanno estratto il cuore pulsante.
Non è una novità. Lo hanno fatto anche con tuo padre.
Lo ricordo bene. Con i miei occhi spalancati dal terrore, mentre “Loro”
erano impegnati su di lui, ho visto tutto dal nascondiglio in cui stavo
immobile. Dopo averlo azzoppato, si sono avvicinati e hanno cominciato
ad aprire il suo ventre. Di lui hanno preso per primo il fegato, che hanno
poi divorato mentre il sangue inzuppava la terra e gli occhi di tuo padre si
velavano nella morte liberatrice. Poi hanno preso il resto, intanto che altri
cominciavano a scuoiarlo, senza badare ai muscoli che ancora fremevano.
Il tempo passa. Oggi hai compiuto tre settimane. Siamo usciti fuori a
goderci il tiepido sole, ma poi li ho sentiti! Ti ho riportato dentro
immediatamente. Per fortuna non ci eravamo allontanati troppo. Non credo
che abbiano fiutato il nostro odore, il vento era con noi, tuttavia per
sicurezza domani non usciremo.
Quasi un mese è passato dalla tua nascita. I miei occhi nel guardarti si
saziano d’amore, facendomi sentir meno la fame fisica. Pensavo che
potessimo stare ancora un po’ tranquilli, tu ed io, invece il gruppo mi ha
comunicato che domani lascerà questa zona. Dicono che è troppo
pericoloso. Ormai “Loro” sono sempre più vicini.
Gira voce che alcuni di noi siano stati catturati vivi. Questo ci fa ancora più
paura dell’essere mangiati.
Cosa devo fare? Tu sei cresciuto, ma non credo che reggeresti alla faticosa
marcia verso il nuovo territorio. Per il gruppo saremmo solo di intralcio,
una debolezza da lasciarsi dietro. Cosa devo fare?
Il gruppo è partito tre giorni fa.
Cucciolo mio, siamo rimasti soli io e te, ma stai tranquillo non permetterò
che ti accada qualcosa. Piuttosto offrirò me stessa per far sì che tu fugga.
Mentre i miei occhi si specchiano nei tuoi fiduciosi, le mie orecchie
percepiscono i loro passi nel bosco. Fortunatamente per noi, non hanno mai
dato importanza al baccano che spesso li accompagna, tantomeno si
preoccupano della devastazione che si lasciano dietro.
Li senti? Bene impara a riconoscerli e non temere: anche se gli uomini
arrivassero vicino a noi, non riuscirebbero a trovarci. Te lo prometto.
Quando sarà possibile ci muoveremo da qui e ci ricongiungeremo agli altri
cervi. Non tremare piccolo mio e non badare al mio cuore che batte un po’
più forte del solito…
Nadia Boscu autrice di :
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