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Il signor Nicola Mastrogiovanni arrivò alla stazione di Bari l’ultimo lunedì di aprile alle 17.15 spaccate. Nonostante non si fosse ancora in estate, nella città pugliese faceva un gran caldo. Nicola era vestito con un pantalone grigio lungo e largo, di quelli che andavano particolarmente di moda negli anni’60, e un maglione che sarebbe andato decisamente meglio in autunno che in primavera. Insieme al signor Mastrogiovanni da quel treno scesero decine di persone. Tanti ragazzi, vestiti in maniera decisamente più moderna, con t-shirt e jeans strappati all’altezza del ginocchio e della coscia; ma anche tanti uomini adulti come lui, che però si erano adattati al clima primaverile e, più probabilmente, anche alle mode contemporanee. Si sarebbe quindi potuto dire che il signor Nicola Mastrogiovanni non fosse solamente fuori stagione, ma anche un po’ fuori dal mondo.

Prese a camminare verso l’uscita della stazione, col suo trolley in mano, seguendo la massa delle persone che si dirigeva per l’appunto verso l’uscita. A un tratto, però, cambiò direzione e, dopo aver sceso le scale che portavano dal binario al corridoio sotterraneo della stazione, invece di svoltare a sinistra come facevano tutti se ne andò verso destra

da Facemmo l’amore una notte di Maggio

Ho deciso di iniziare questa presentazione citando l’incipit del romanzo stesso .

Perché? Perché leggendolo mi è venuta una gran curiosità: chi è questo Nicola Mastrogiovanni? Dove va?  Fugge o deve incontrare qualcuno? Insomma già dopo poche righe ero logorata dalla bramosia di saper tutto di questo bizzarro personaggio. Arrivata poi alla fine del primo capitolo mi scocca l’ennesima domanda: “un fu Mattia Pascal” in chiave diversa?

Ebbene ho iniziato il secondo capitolo ma ho capito subito che per saziare la mia curiosità il romanzo mi chiedeva tempo e dedizione,  infatti i capitoli si alternano tra presente e passato , raccontandoci aneddoti lontani e vicini.

Emerge subito la condizione di un bambino non felicissimo, che sconta con la perdita della spensieratezza i vari problemi che la vita gli piazza in casa. Per sua fortuna la madre saprà provvedere al loro sostentamento, nonostante tutto…ma creando un rapporto così morboso con il figlio tanto da impedirgli di socializzare con altri individui.

Forse da questo scaturisce il suo “vizio”: origliare ciò che le persone si dicono , probabilmente  non riuscendo a far parte di una società che lo spaventa, che non gli appartiene, decide  di farne parte a modo suo, spiandola !

Non vi rivelerò come giungerà a Bari e perché, la casualità che lo porterà lì ha regole ben precise!

Avvertenze :

I temi trattati sono molto delicati, eppure lo stile così ironico e lieve dello scrittore ci accompagnerà con leggerezza in questa intimità profonda.

Controindicazioni : 

Lo stile di scrittura è molto meticoloso e dettagliato  e se siete curiosi al pari mio …. ci saranno momenti in cui divorereste le pagine per andar al punto che stuzzica il vostro prurito …

Lo consiglio? Assolutamente Si      Davvero una piacevole lettura!

Monika M.

Link acquisto del romanzo

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