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Inizia oggi una rubrica che mi vede collaborare con  blogger che stimo molto, sono quindi onorata di farne parte. 15995041_178475882628831_5574318097662356664_o.jpg

Chi conosce 387px-Baudelaire_signatur__svg.pngavrà già indovinato cosa lega la mia rubrica a Les Fleurs du Mal ! Del resto i libri non sono forse…paradisi artificiali?

*I libri che propongo in questo spazio sono da me scelti ed acquistati, personali letture che condivido con voi amanti della lettura, non sono frutto di segnalazioni ne da parte di case editrici ne di autori.  Non sono recensioni, non amo dar giudizi, troverete qui piacevoli letture di vario genere di autori esordienti e non… Vi svelerò di volta in volta cosa mi ha spinto ad acquistare il libro, se il titolo, la copertina o la trama! Ogni scrittore prima di divenire autore è un lettore accanito vi rivelerò quindi cosa sto leggendo ora, per mio piacere personale:

 

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Cosa mi ha spinto ad acquistarlo?

Il titolo, lo trovo molto evocativo, incuriosisce subito il lettore! ( A dirla tutta mi fa pensare a Camilleri…)

Quarta di copertina:

Che cosa nascondono i fondali del Cap d’Antibes? E le sontuose ville, affacciate sull’azzurro mare della Riviera? Che cosa o chi c’è dietro due efferati delitti rimasti impuniti?
Molti anni dopo, Lakand, curioso e caparbio, indaga a tutto campo.
Tra eleganti promenade e periferie popolari il giovane capitano della Polizia di Nizza scioglie i nodi più oscuri e indicibili dell’intricata vicenda.
Prendendo spunto da un clamoroso fatto di cronaca, l’autrice sviluppa una storia coerente che, come spesso accade nei suoi romanzi, presenta un finale aperto. E, in questo caso, lascia al lettore la difficile riflessione su che cosa sia la Giustizia.

 

L’autrice

Sega Elisabetta si dedica da sedici anni alla scrittura di romanzi in cui sempre mostra una grande passione per la «Quête » e la Storia (La principessa e il drago; Isadora,addio!; L’emissario. Storia di un patriota). Recentemente, insieme alla scrittrice Tania Denner, ha pubblicato, in lingua francese, un noir storico, En quête, presentato al Festival del libro di Nizza (Fr) nel giugno 2016. Dopo Il prezzo del passato (2014), thriller che introduce per la prima volta il personaggio del Capitano Lakand, questo secondo romanzo poliziesco è ancora dedicato all’investigatore francese e ai casi della Brigata Criminale di Nizza.

 

Lunghezza stampa: 157 Disponibile in E-book e Cartaceo

Genere: Thriller

 

Incipit:

Nizza (Francia). Maggio 2015

 

Punto di partenza di quella complessa inchiesta era stato un Paracentrotus Lividus, un semplice riccio di mare!

Il riccio viola, la châtaigne de mer, castagna del mare, ambito da pescatori e ristoratori, buono per le Oursinades.

Una pesca domenicale di ricci presso il Cap d’Antibes aveva fatto scoppiare il caso. Un caso sconcertante, a lungo sulle prime pagine di giornali e notiziari.

Lakand si chiede perché solo ora, a due anni di distanza, il commissario Bourdonier lo abbia coinvolto nell’indagine.

Come al solito, quando le cose vanno male o i “riflettori” dei media si sono ormai spenti, tocca a lui e al collega Rosnais rimboccarsi le maniche.

Non gli sarebbe dispiaciuto all’inizio entrare nell’équipe incaricata, ma il capo aveva favorito Martini, più anziano di lui e veterano della Brigata Criminale. Per qualche tempo anche Lakand  aveva seguito da lontano le indagini, come tutti quanti in rue Roquebillière, data l’eccitazione generale. Dopo un anno, la routine e il silenzio degli investigatori gli avevano fatto quasi dimenticare quella vicenda. All’inizio del 2015 l’attentato a Charlie Hebdo aveva convogliato tutte le energie sui problemi legati al terrorismo. E in particolare era coinvolta la Brigata di Nizza,  sempre in allerta riguardo alla radicalizzazione islamica sul territorio.

“Martini spostato all’inchiesta sull’accoltellamento dell’Ariane e sul furto di preziosi. Il commissario tutto concentrato nell’organizzazione del piano di messa in sicurezza della città. Dei tre tecnici dell’Ocrv ne è rimasto uno solo, che mi pare già pronto a far le valigie! A Parigi hanno altre gatte da pelare! La gendarmeria non si fa viva… Insomma, questa faccenda è poco chiara!” si sfoga Rosnais che l’ha appena raggiunto nel suo ufficio.

Il luogotenente, seduto sull’angolo della scrivania, agita una voluminosa cartella contenente alcuni degli incartamenti del dossier.

“Una cosa è certa, – continua sbuffando – abbiamo un bel po’ di carte da studiare!”

 

 

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Sorprende subito come l’autrice dimostra padronanza non solo del luogo geografico, in cui ambienta il romanzo, ma anche e soprattutto del l’aspetto politico, sociale ed economico. Emerge chiaramente uno studio, una preparazione, che convince  immediatamente  il lettore che, anche se non addentrato nelle tematiche affrontate, darà fiducia e credito a ciò che gli viene narrato.

Il thriller si innesca da una pesca …di ricci di mare appunto… ma l’esperto sub troverà ben altro sui fondali dell’affascinante località.

Le indagini, insabbiate per anni, finiranno sulla scrivania del caparbio Lakand:giovane capitano della Polizia di Nizza. Personaggio che l’autrice descrive a tuttotondo, creandogli una vita lavorativa, affettiva ed emozionale tale da plasmarlo via via davanti gli occhi del lettore.

Piacevolissimi sono i dialoghi, coerenti con i personaggi e ben amalgamati nel racconto, bilanciando la narrazione che scorre in modo piacevole, senza mai annoiare il lettore.

Nonostante le tematiche affrontate nel romanzo siano dure: droga, pedofilia, mafia ed Isis, l’autrice riesce ad alleggerire tutto intrattenendoci piacevolmente sulle assolate spiagge della costa francese. Indubbiamente è un romanzo che fa riflettere e catalogarlo unicamente come giallo è riduttivo, il libro ci porta a valutare tematiche attualissime: la questione della vendetta personale contrapposta a quella della giustizia. Probabilmente la perdita di fiducia nelle autorità competenti ha alimentato una bramosia di giustizia fai da te, ma non passiamo poi anche noi dalla parte dell’illegalità? Questo è credo un po’ il cuore della storia qui narrata.

Confesso che, nonostante avessi indovinato “il colpevole” del delitto, il finale mi è piaciuto molto, resta fedele alla realtà descritta per tutto il romanzo, senza timore di deludere il lettore.

E se vi siete, come me, affezionati a Lakand niente paura perché vi resta da leggere ( se non lo avete ancora fatto) : Il prezzo del passato !

Monika M.                                                                         

 

 

Aforisma legato al libro:

 

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