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                                                 Ospite del Giorno: Eugenio Nascimbeni!
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  • *Sinossi
    Milano, un’estate di fine anni sessanta. Fabio, dodicenne portiere della squadra di
    calcio amatoriale dei “Diavoli Gialli”, parte con sua madre per una località
    dell’entroterra pesarese per concedersi un primo scampolo di vacanze, ospite di suo
    cugino Celso e degli zii.
    Nel corso del viaggio fa qualche riflessione sul tema dell’amore, un sentimento che
    lui conosce appena attraverso le canzoni melodiche di quegli anni e grazie alla fugace
    lettura dei fotoromanzi della Lancio, diffusissimi a quei tempi, di cui sua madre è
    un’accanita lettrice.
    L’incontro sul treno con un soldato di leva, triste e addolorato dopo avere salutato la
    sua ragazza, gli fa comprendere che l’amore è una medaglia a due facce: da un lato la
    gioia, dall’altra la sofferenza.
    Arrivato a destinazione fa conoscenza con Lea, una bellissima ragazzina di due anni
    più grande e della quale s’innamora al primo sguardo. Con la timidezza e
    l’inesperienza dell’età incomincia un piccolo corteggiamento sino a quando lei non
    gli regala il suo primo bacio d’amore.
    La storia tra di loro s’irrobustisce e tutto sembra filare per il verso giusto, ma un
    evento inatteso finisce per lacerare in modo irreparabile il loro rapporto.
    Fabio allora, attraverso un percorso di crescita individuale quanto mai sofferto,
    giunge alla vetta più elevata dell’amore: nonostante la relazione con Lea sia
    terminata, il suo sentimento verso di lei non è mutato, anzi si è ingigantito.
    Un drammatico avvenimento, infine, pone Fabio davanti a una scelta coraggiosa che
    affronta con lo slancio passionale del suo giovane cuore innamorato.
    L’ultimo capitolo, un vero e proprio colpo di scena, commovente ma non
    strappalacrime, spiegherà cosa è successo, a distanza di tempo dai fatti raccontati, a
    tutti i protagonisti della vicenda.
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                                                              Link acquisto del romanzo
    *Breve estratto del romanzo:
    Mi prese la mano e intrecciò le sue dita con le mie. All’improvviso provai un
    brivido interminabile che mi guizzò in corpo facendomi sussultare.
    «Avevi mai baciato una ragazza prima di ieri?» mi domandò volgendo lo sguardo
    nella mia direzione.
    «No» risposi con un filo di voce.
    «Non ci credo. Dici davvero?»
    «Davvero.»
    «E ti è piaciuto quando ci siamo baciati?»
    «Sì…» sospirai.
    «E allora perché non ci riprovi?» sussurrò.
    Quello era molto più di un invito. Era un ordine perentorio ma dolcissimo, a cui
    diventava difficile sottrarsi.
    *Breve presentazione del libro.
    Il mio quinto romanzo “Non è mai troppo presto per amare”, pubblicato da
    Amarganta, parla di una storia romantica ambientata negli anni sessanta in una
    località dell’entroterra pesarese. Si rivolge a tutti quei lettori che non amano i
    romanzi piatti e dall’esito scontato ma che, al contrario, apprezzano quelli ricchi di
    contenuti che, proprio come il mio, si concludono con un colpo di scena finale in
    grado di commuovere senza per questo risultare strappalacrime.
    *Rispondi a queste domande per farti conoscere meglio:
    1. Quale personaggio di un famoso romanzo vorresti essere?
    Forse Vadinho, personaggio frizzante e pieno di brio tratto dal romanzo “Dona
    Flor e i suoi due mariti” del grande Jorge Amado, il mio scrittore preferito. Lui è il
    primo marito, deceduto, ma che torna a “rivivere” rivaleggiando con il nuovo
    compagno della moglie. In vita era un uomo pieno di difetti ma innamoratissimo e
    gaudente, che viene ricordato con nostalgia da questa meravigliosa figura di donna
    tratteggiata con molta maestria dal grande scrittore brasiliano.
    2. Il sogno nel cassetto? Magari un selfie con Bruce Springsteen, di cui sono
    grande fan. Un desiderio di più facile realizzazione è un viaggio nel New Jersey
    di Bruce, o nel Brasile di Jorge Amado. Nel 2015 ci sono andato vicino:
    purtroppo mi sono fermato a New York per pochi giorni e non mi è stato possibile
    raggiungere la meta tanto agognata.
    3. La cosa più buffa che ti è capitata da scrittore? Vedersi rifiutare un
    dattiloscritto da un editore di buon livello, ma subito dopo vederselo accettato da
    una casa editrice della medesima importanza. Parlo de “La profezia di Karna e
    l’amuleto maledetto”, pubblicato da Falzea Editore, editore distribuito da RCS.
    Cose che capitano, naturalmente.
    4. Il tuo peggior difetto? A volte sono portato a fidarmi troppo degli altri, da
    subito. Con il tempo sono diventato più guardingo.
    5. Dicono di te? Talvolta mi fanno molti elogi per il mio stile o mi rivolgono
    complimenti per gli intrecci dei miei romanzi. Ringrazio, anche se sono uno che
    non si prende troppo sul serio. La scrittura è solo un passatempo che cerco di
    coltivare con passione, non una fonte di reddito che mi fornisce il mio pane
    quotidiano, che mi permette di pagare le tasse e concedermi costosi capricci!
    6. Perché scrivi? Perché voglio dare corpo all’ispirazione che è maturata dentro di
    me e che mi ha spinto a prendere carta e penna per imbastire una storia. Scrivere,
    in fondo, è come diventare genitori e il libro è come un figlio, dapprima
    immaginato, poi concepito, infine visto nascere e poi, dulcis in fundo, visto
    camminare sulle sue gambe.
    7. Il tuo detto preferito? Vivi e lascia vivere riassume alla perfezione la mia
    filosofia di vita.
    8. Cosa leggi? Apprezzo il genere thriller, il mystery più in generale, e i romanzi
    gotici. Come ho detto prima, tuttavia, lo scrittore che amo di più è Jorge Amado,
    superbo cantore del Brasile e della sua gente.
    9. Hobby , passioni , svaghi ? Amo la musica, dal rock’n roll al blues, al soul, ma
    anche le sonorità più dure come quelle dei Ramones o dei Social Distorsion.
    Quando posso cerco di presenziare ai concerti live dei miei artisti preferiti. Mi
    piace collezionare segnalibri, campanelle di ogni forma e dimensioni, e bicchieri
    di vetro, dagli shotglass a quelli più artistici.
    10. Esprimi un desiderio! Un film tratto da uno dei miei romanzi, magari proprio
    l’ultimo, “Non è mai troppo presto per amare”, che a mio parere si presterebbe
    moltissimo per una trasposizione cinematografica. È una storia commovente ma
    non strappalacrime, ambientata nei ruggenti anni sessanta con le canzoni
    melodiche e romantiche di quel tempo a fare da ideale colonna sonora.
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