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Young hugging couple kissing under a rain, in passion
La cinse forte a sé e poté sentire il suo profumo. Rabbrividì, dopo tanto
tempo si sentì sinceramente felice nellabbracciare una ragazza. Era da molto
che voleva farlo, probabilmente dalla prima volta che laveva incontrata nel
locale in cui faceva la cameriera.
Laveva vista posare i cocktail sul tavolo con molta delicatezza,
accompagnando quel gesto con un sorriso luminoso che gli era sembrato
sincero, nonostante sapesse che una cameriera, per essere davvero brava
nel proprio lavoro, deve saper prima di tutto sorridere ai clienti, anche quando
vorrebbe urlare, anche quando il suo cuore è nuda roccia sulla quale la
felicità si infrange e non riesce a penetrare, anche quando avrebbe
solamente voglia di infilarsi sotto a una coperta per nascondere al mondo le
proprie lacrime.
«Stai tremando» le disse e lei non rispose, affondò il proprio viso sul suo
petto e lo baciò. Indossava una maglia di lana e lei pensò che sarebbe stato
meraviglioso poter baciare il suo petto nudo e subito dopo far lamore con lui,
e nel pensare a quello si sentì un po’ puttana e un po’ innamorata, anche se
in fondo sapeva che non c’è assolutamente nulla di male nel voler far lamore
con un uomo a cui si vuole bene.
«Sei felice?» le chiese, un tono di voce pacato che non scalfì la magia del
silenzio che li circondava. Lei alzò il viso e gli sorrise. È bellissima quando
sorride, pensò e si sentì improvvisamente scoperto e debole, e si ricordò
quando, anni prima, una sera di giugno, con il cuore spezzato e una foto di
una ragazza che non avrebbe amato mai più in mano, si era promesso che
non si sarebbe mai più mostrato debole di fronte a una donna.
Ma quelle sono fragili promesse che facciamo a noi stessi solamente quando
perdiamo lucidità, quando la delusione picchia forte sul nostro orgoglio ferito.
E lui laveva sempre saputo, per questo non aveva mai smesso di sperare, un
giorno, di ritrovare un sorriso armonioso che potesse riaccendere in lui la
passione e la poesia con la quali aveva sempre dipinto le proprie relazioni.
Alzò lo sguardo verso il cielo, stracci di nuvole color cemento si erano
riversate sopra il sole, ora la luce filtrava a mala pena e si rifletteva sopra il
vetro della sua auto, sulla quale erano appoggiati da diversi minuti. Non era
una bella giornata, la pioggia era imminente.
Infilò le dita tra i suoi capelli mossi e le accarezzò la testa, lei lo baciò sul
collo e poi gli pizzicò la guancia pungente. Avevano entrambi occhi scuri e
vividi.
«Hai sempre tenuto i capelli così lunghi?» Gli chiese. Lui ci pensò su un
attimo, nonostante sapesse già la risposta, poi disse: « no.»
«E tu?»
«Sì. Più o meno. Dovresti tagliarteli un po. Ti coprono un po’ troppo il viso»
«Lo farò.»
«Non voglio fare quella che…»
«Lo farò» le disse, poi la prese per mano e si incamminò verso una stradina
di pietra che portava direttamente nel centro.
«Dove andiamo?» gli chiese, aveva paura di averlo offeso e la voce le uscì
un po’ soffocata, lui lo capì e le strinse forte la mano.
«Andiamo a prendere un gelato. Ti va?»
Lei annuì, lui rallentò un poco e la baciò in fronte. La pioggia iniziò a cadere
prima che riuscissero a raggiungere la gelateria, ma i vestiti inzuppati e i
capelli spettinati non erano sufficienti a scalfire la loro felicità e mentre erano
appoggiati al vetro della gelateria, sorridenti, lui capì la bellezza di un amore
quando è ancora un timido germoglio. Non può essere scalfito da nulla, né
dalla pioggia, né da una parola sbagliata. Linizio di un amore è una storia a
sé, ed è uno dei motivi per cui vale la pena vivere. Finirono il gelato e
tornarono alla macchina correndo sotto la pioggia, che ora cadeva
torrenziale. Chi non era mai stato innamorato, li avrebbe presi per due
incoscienti
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