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Non riesco a convincermi che Dio abbia voluto introdurre nella creazione un essere così immondo come la donna senza dotarlo di qualche virtù. E non posso non riflettere sul fatto che Egli le ha concesso molti privilegi e motivi di pregio, di cui tre almeno grandissimi. Infatti ha creato l’uomo in questo mondo vile, e dal fango, e la donna in un secondo tempo, in paradiso e da nobile materia. E non l’ha formata dai piedi o dalle interiora di Adamo, ma dalla costola. In secondo luogo, il Signore, che può tutto, avrebbe potuto incarnarsi direttamente in un uomo in qualche modo miracoloso, e scelse invece di abitare nel ventre di una donna, segno che non era poi tanto immonda. E quando apparve dopo la risurrezione, Egli apparve ad una donna. Infine, nella gloria celeste, nessun uomo sarà re in quella patria ; ne sarà invece regina una donna, che non ha mai peccato.
U. Eco ; Il nome della rosa

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