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Rubrica che mi vede collaborare con  blogger che stimo molto: 15995041_178475882628831_5574318097662356664_o.jpg

Chi conosce 387px-Baudelaire_signatur__svg.pngavrà già indovinato cosa lega la mia rubrica a Les Fleurs du Mal ! Del resto i libri non sono forse…paradisi artificiali?

*I libri che propongo in questo spazio sono da me scelti ed acquistati, personali letture che condivido con voi amanti della lettura, non sono frutto di segnalazioni ne da parte di case editrici ne di autori.  Non sono recensioni, non amo dar giudizi, troverete qui piacevoli letture di vario genere di autori esordienti e non… Vi svelerò di volta in volta cosa mi ha spinto ad acquistare il libro, se il titolo, la copertina o la trama! Ogni scrittore prima di divenire autore è un lettore accanito vi rivelerò quindi cosa sto leggendo ora, per mio piacere personale:

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Cosa mi ha spinto ad acquistarlo?

Il titolo, lo trovo davvero divertente!

Quarta di copertina:

In una giornata di sole splendente, capace di illuminare anche i caruggi più angusti e bui di Genova, un cadavere viene recuperato nelle acque del porto. Sembrerebbe il corpo di un pescatore, ma la pistola e il silenziatore rinvenuti nelle sue tasche aprono scenari non previsti. Il colonnello Enrico Anglesio, chiamato sul posto a occuparsi del caso, viene catturato da un insolito indizio, che si rivelerà il suo asso nella manica: le cipolle di Tropea trovate nella barca del presunto pescatore… Se vi piace “Per una cipolla di Tropea”, in libreria e in ebook è disponibile “Giallo Panettone”, che riunisce, insieme a questo, i racconti di Angela Capobianchi, Alfredo Colitto, Valeria Corciolani, Marcello Fois, Francesco Guccini, Loriano Macchiavelli, Gianfranco Nerozzi, Marcello Simoni e Sandro Toni.

Lunghezza stampa 72  pagine

Genere Gialli Thriller

Incipit

Il coltello era un Laguiole. L’uomo lo pulì dal sangue su un sacco di juta e, sporgendosi dalla fiancata del gozzo, tagliò la cima che tratteneva la rete. Poi lo fece scivolare nella tasca dei pantaloni.

Notte, luna crescente. Mare deserto, se non per la luce di una lampara, a mezzo miglio di distanza. All’alba mancavano ancora tre ore. Con un grugnito, l’uomo trascinò il cadavere a poppa, ricoprendolo con il sacco.

Sedette, cercando di dominare il tremito che lo aveva assalito. Si sporse nuovamente e vomitò un liquido nerastro e amaro. Si sciacquò il volto con l’acqua salata e iniziò a remare, lottando con la corrente che lo spingeva verso la costa.

Presto la lampara fu solo una scintilla contro la massa oscura di Genova. Continuò a remare a lungo, fendendo l’acqua priva di onde. Oltre Nervi intravide finalmente, a qualche centinaio di metri, la sagoma del peschereccio. Accelerò il ritmo della vogata, mentre sul ponte dell’imbarcazione un uomo accendeva e spegneva per tre volte un fanale. Accostò alla fiancata, da cui pendeva una scala di corda. Vi si afferrò e con un calcio spinse via il gozzo, nella corrente.

Solo quando vide la barca allontanarsi, ancora aggrappato alla scaletta, si accorse di non avere sulle spalle il peso familiare della bisaccia. Non c’era più tempo. Sputò in mare un ultimo grumo di saliva e di bile e riprese a salire.

 

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Quanti di noi hanno mai dato importanza ad una cipolla? Eppure in questo giallo diviene il fulcro attorno a cui tutto ruota! A dire il vero inizialmente le cipolle sono essenziali per la caponata che   il colonnello Enrico Anglesio vuole cucinare per una cenetta a due, che dovrà però rimandare! Il motivo? Un misterioso omicidio avvenuto proprio nella sua Genova. Incredibilmente l’unico indizio lasciato sulla scena del crimine è proprio un sacchetto contenente due cipolle di Tropea e del pane. Ma chi può aver lasciato lì quella cipolla introvabile in zona? Lo sa bene   il colonnello Enrico Anglesio che si dovrà accontentare di semplici cipolle bianche per la ricetta che intende cucinare, non avendone trovate da nessuna parte.  Chi può quindi averle condotte lì?

La narrazione è molto divertente e scorre piacevolmente, si entra poi subito in empatia con i personaggi perché con espedienti capaci l’autore ci porta nel loro quotidiano, tanto da affezionarci subito alle loro avventure. Insomma avrete l’illusione di conoscerli da sempre, anche se di loro vorrete sapere sempre più.

Molti sono gli accenni storici/politici, non solo italiani, affrontati nella narrazione che conferiscono al libro uno spessore che lo libera dalle etichette di genere, è insomma un libro per tutti …anche per coloro che non  amano i gialli.

La trama, partita da un omicidio, si sviluppa in intrighi politici molto ampi e confesso che i personaggi mi hanno fatto pensare alla celebre frase di Che Guevara :” Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. È la qualità più bella di un buon rivoluzionario.” Essere partigiani, lo capirete leggendo il libro non è stato un modo di lottare del passato, partigiani lo si resta…siempre!

Io lo consiglio, adatto da portare in spiaggia!

Monika M.

Aforisma legato al libro:

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