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Gertrude Stein

«Sono uno, uno solo, soltanto uno. Un solo essere, uno in ogni istante. Non due, non tre, solo uno. Solo una vita da vivere, solo sessanta minuti in un’ora. Solo un paio di occhi. Solo un cervello. Essendo solo un singolo essere con un solo paio di occhi e una sola vita da vivere, non posso leggere il tuo manoscritto tre o quattro volte. Neanche una volta. Difficilmente se ne venderà una copia qui. Difficilmente una. Soltanto una».

Così un accorato Arthur Fifield, fondatore della casa editrice britannica AC Fifield, scrisse a Gertrude Stein dopo aver ricevuto uno (solo uno) dei suoi manoscritti nel 1912.