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Se fate parte dei lettori di  ” Io me lo leggo

avete già avuto modo di conoscere questa autrice:

Paola Ferrero

Sette Stanze:

La vita di Anton Eastman è giunta a un punto critico. Senza preavviso lascia tutto e si rifugia nella casa in cui è cresciuto, in Italia. Sua madre è morta da anni, mentre lui era occupato a fare carriera lontano da casa e ora si trova in un appartamento semi-vuoto, solo con se stesso e i suoi cinquantatre anni di finzioni. La sua casa, come la sua anima, è piena di fantasmi. Comincia quindi dalla casa, una stanza per volta, a ricostruire un qualcosa che sia suo davvero anche se inseguito da ricordi e incombenze che lo legano alla vecchia vita. Durante questo percorso incontra una giovane cameriera che arriva da fuori città. Giselle, questo il suo nome, diventa col tempo un appiglio per Anton che ancora non ha un equilibrio stabile. Sono due “stranieri” in una città del sud che non dimentica e non smette mai di osservare, sono simili e al contempo molto differenti. Anton arrabbiato e sofferente, Giselle più rassegnata e spaventata. Ognuno dei due con i suoi fantasmi e con dei conti da chiudere con il proprio passato.

 

 

 

 

 

Ho detto di questo romanzo :

Questo romanzo avrei voluto scriverlo io per quanto mi è piaciuto!

La storia di Anton Eastman si rivela al lettore lentamente, senza regalar nulla, con autenticità e dolcezza. Sette Stanze compongono la casa della madre ormai morta da anni e con la quale non ha da tempo più alcun rapporto e sarà proprio riappropriandosi di quelle stanze e ridando loro vita che anche Anton si ritroverà. Tornare nella sua città ,Lecce, non sarà facile: il passato è lì ad attenderlo… ma anche Giselle è lì per lui, anche se ancora non lo sanno entrambi.

Paola Ferrero ci dona un’intimità profonda, ogni personaggio è scandagliato e credo tutti ci ritroveremo nelle loro fragilità, fino a sentire che quella storia entra sotto pelle e non cambia solo i protagonisti, ma anche un po’ noi: inizieremo a fare i conti con qualche rimpianto e forse ci daremo una seconda occasione.

Personalmente amo molto questo tipo di narrazione che basa su emozioni autentiche una storia credibile, mai eccessiva, che non cerca insomma nel facile colpo di scena l’approvazione del lettore, al contrario Paola Ferrero ci farà innamorare di un uomo che vomita spesso (divertentissimo questo riferimento nei ringraziamenti del libro…si lo confesso ho letto anche quelli tanto mi è piaciuto il romanzo!)

Chi poi come me è portata alla fuga , al pari di Anton … beh capiremo molto del nostro modo di agire proprio vivendo la sua storia. La paura di soffrire spesso ci impedisce di restare, nonostante l’amore provato sia profondo e vero.

Confessione : la lettura del romanzo è terminata due giorni fa…ma io continua a vagare con la fantasia per i vicoli della città barocca …sperando di incontrarli, magari abbracciati e sorridere loro per l’ultima volta. Ci sono romanzi che restano dentro , dai quali fatichiamo a separarci ..questo è uno di quelli!

Avvertenze :

Fate scorta di fazzoletti!

Controindicazioni :

Non riuscirete più a fare a meno dei protagonisti!

Lo consiglio ? Assolutamente SI, da leggere !!

Monika M .