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Un romanzo breve che rivela tutta la bravura dell’autore Stefano Pietro Santambrogio   !

 

 

Milano, novembre 2010. Il corpo di una ragazza viene trovato sgozzato in un parco della città. Il commissario di Polizia Samuele Levi si mette sulle tracce dell’assassino. Durante le indagini l’assassino compie un altro omicidio. Un’altra ragazza, bionda e anche lei uccisa con un bisturi. I destini dei due protagonisti finiranno con l’intrecciarsi solo grazie alla morte di uno dei due. Nonostante la storia personale di Levi sia antitetica rispetto a quella dell’omicida, entrambi sono vittime di qualcuno o di qualcosa. E in fondo, quasi tutti i personaggi di questa narrazione a loro modo lo sono.

 

Ho detto del libro :

Vittime , di Stefano Pietro Santambrogio , è un romanzo brevissimo … appena 40 pagine ma così ben congeniate da non permette al lettore un solo attimo di distrazione .

La narrazione è scandita da ore e giorni che segnano il veloce scorrere del tempo per i due protagonisti che narrano in prima persona : Samuele Levi ,Il commissario di Polizia e l’assassino .

Il romanzo è ambientato a Milano , ma la città non entra mai nel racconto …sorniona resta sullo sfondo , chi emerge dalla nebbia sono donne che il serial killer pedina ossessivamente per giorni , prima di dar loro una morte orribile .

Nonostante il ridotto volume del testo la psicologia dell’assassino emerge con precisione chirurgica come anche il suo passato . Coerente è questo aspetto del romanzo , Stefano Pietro Santambrogio motiva dettagliatamente cosa nutre l’odio rivolto verso le donne da parte di quest’uomo tormentato .

Il finale poi dona al lettore molteplici vie di fuga sul futuro che attende i protagonisti :tutti , eccetto uno,hanno ancora la possibilità di esser nuovamente felici , lasciando che il passato non invada il presente .

Avvertenze :

Il romanzo è,per ovvi motivi, abbastanza duro ma le descrizioni non degenerano mai ed è quindi indicato anche a persone più sensibili .

Controindicazioni :

Offre molte riflessioni : il male deriva sempre dal male ricevuto .

Lo consiglio ? Assolutamente SI anche se non amate il genere “Serial Killer” questo breve romanzo vi piacerà !

Monika M.