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Sinossi
Diego vive a Milano e lavora nelle Assicurazioni, ma ha una passione segreta che
nessuno immaginerebbe: ha una morbosa attrazione verso le branche
dell’Occultismo che prendono sul serio le creazioni del grande autore horror
Howard Philip Lovecraft. Tutte le sere, da anni, cerca di contattare i Grandi
Antichi, usando sistemi di Sogno Guidato, ma senza esito alcuno. Un giorno
tenterà una scorciatoia molto azzardata che lo getterà in un vortice di follia e
orrori allucinatori. Eppure, questo sarebbe il suo problema minore, dal momento
che qualcuno inizia a compiere delitti che portano il marchio degli Antichi.
Diego, sballottato tra realtà e incubo, dovrà scoprire chi è l’assassino, sempre
che lui sia davvero innocente…
Estratti:
-..Quella mattina andavo verso l’ufficio fumando nervosamente, fin troppo
consapevole della giornata che mi attendeva: ripetitive telefonate, la spada di
Damocle di un certo target da raggiungere, i colleghi competitivi, brillanti e
servili, i capi nevrotici.
Le case stendevano al cielo stanche braccia di cemento, era un mese umido,
bluastro, pieno di languori, la stagione si rifiutava di protrarsi nell’inverno,
voleva concentrarsi su se stessa e sopravvivere. Un autunno degenerato, denso di
foschia polverosa e tiepida luce grigia.
Arrivai in ufficio, per chissà quale contorsione mentale ricordai i tempi di
scuola, in fondo i contesti erano simili..-
” Attorno a noi tutti avevano un aspetto felice, da persone brillanti oltre i
limiti del sopportabile. Deve essere bello conservare la capacità di non vedere
le diverse gradazioni dell’orrore, essere effimeri e simpatici.
Si formò un gruppetto attorno a Chiara, chi voleva offrirle da bere, chi voleva
la sua attenzione, qualcuno azzardò con cautela qualche commento maligno su chi
era sulla pista da ballo.
Io osservai le ombre che si allungavano lunghe e magre, mi sembrarono quel tipo
di cattivi presagi che si vedono nei film horror più scadenti.
Ordinai un altro gin tonic, la mia noia si irradiava in onde lunghe, tutte le
risate mi sembravano strilli alterati elettronicamente.
Mi guardai attorno, la discoteca di lusso mi sembrava un accidentato paesaggio
alieno in cui ero caduto per errore.-
– La mia non è una generazione di angeli caduti. Siamo troppo stagionati per
aver inoculate le ideologie politiche della Contestazione, siamo stati bimbetti
gnegne durante lo yuppismo e ne abbiamo assorbito il cinismo e l’abitudine a
portare una maschera che diventa gradualmente faccia. Abbiamo ereditato il
carrierismo e la competizione sfrenata, molti di noi sono un vacuo equilibrio di
emozioni senza sostanza che si modellano sulle circostanze, la flessibilità
portata ai livelli più morbosi. Carcasse di egoismo che non si possono assolvere
o condannare, ma che un giorno finiranno dimenticate negli immensi archivi
planetari. Molti sono intrappolati da una inquietudine corporea come una
malattia e sono quelli che trovi a notte fonda in posti improponibili e con arie

catacombali, forse sono incazzati per le eventualità trascurate, ma non sono

lovecraft's-call-of-cthulhu-michael-zigerlig-preview-14.jpgpeggio di quelli che si fanno strada con sgambetti e sgomitate, tanto la

felicità resta per tutti una sostanza di cosa pensata, anche per chi può
permettersi i gadgets che garantiscono successo e autostima. Francamente, è un
po’ poco. Per questo molti cercano in Rete un appiglio metafisico. Oggi
l’occulto corre in internet, soprattutto quello che promette la realizzazione
del Potere, quello vero, quello sugli eventi e sulle anime.-

 

– Osservai i diversi gruppi, un cane mi corse vicino, emettendo un rumore simile
al rombo lontano di un temporale.
Ebbi la sensazione che la realtà si stesse spogliando delle sue armature
arrugginite e si stesse facendo da parte, oppure era io che mi stavo mettendo
in disparte rispetto al reale.
A tratti il parco diventava privo di suoni, come un film muto, coi colori opachi
e sfumati, con la nebbia irreale che si insinuava tra panchine e alberi, ma di
tanto in tanto i rumori e i colori prorompevano, come se l’audio fosse tornato
improvvisamente, a un volume più alto.
Un attimo dopo tutto ritornava identico a un film muto e in bianco e nero.
Inoltre, ero quasi invisibile, nessuno tra i passanti mi guardava o voltava il
capo verso di me.
Ero immobile, al centro di un flusso di sconosciuti.-