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La parte che più mi appassiona di questo romanzo è la parte storica: il fatto che i Vampiri, in quanto immortali, attraversano più epoche durante la narrazione.

Il tutto inizia ai giorni nostri…con l’intervista che un abile giornalista riesce a strappare a Louis de Pointe du Lac, un vampiro.

La sua storia inizia però secoli prima, nella bella New Orleans del  1791. Ed è questa la parte che più trovo affascinante, la ricostruzione storica è potente e dona un salto indietro al lettore che si perde in 300 anni di storia narrata dal Vampiro.

L’uomo dopo aver perduto la moglie ed il figlio non riesce più a provare attaccamento e calore per la vita ed è in questa perdizione personale che incontra Lestat de Lioncourt,un vampiro astuto e maturo che vedrà in Louis un compagno con il quale attraversare le tenebre eterne.

Da subito è chiara la diversa natura dei due: Lestat e spregiudicato mentre Louis resta umano, nonostante la sua nuova natura.

A loro si unirà la piccola Claudia, che modificherà gli equilibri del loro rapporto….

Nonostante per me il Vampiro sia uno solo: Dracula, confesso che questa storia… sia in versione romanzata che cinematografica non mi è dispiaciuta.

Ho provato molta tenerezza per Louis, per la sua repulsione del nutrirsi di vite altrui.

Indubbiamente è stato un romanzo che ha dato una svolta al classico stereotipo del vampiro, in bene o in male a voi dirlo…visto quelli che poi sono “venuti dopo”. (rido)

Ha cambiato l’immaginario del Vampiro, ma l’autrice ha saputo non cadere nel banale e noioso, umanizzando ma in modo etico ed emotivo e non ridico… come invece altri hanno purtroppo fatto.

Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto?

Monika M.

 

 

 

 

 

 

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