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TRAMA :

Diego vive a Milano e lavora nelle Assicurazioni, ma ha una passione segreta che nessuno immaginerebbe: ha una morbosa attrazione verso le branche dell’Occultismo che prendono sul serio le creazioni del grande autore horror Howard Philip Lovecraft. Tutte le sere, da anni, cerca di contattare i Grandi Antichi, usando sistemi di Sogno Guidato, ma senza esito alcuno. Un giorno tenterà una scorciatoia molto azzardata che lo getterà in un vortice di follia e orrori allucinatori. Eppure, questo sarebbe il suo problema minore, dal momento che qualcuno inizia a compiere delitti che portano il marchio degli Antichi. Diego, sballottato tra realtà e incubo, dovrà scoprire chi è l’assassino, sempre che lui sia davvero innocente…

VE NE PARLO ….

-Avete presente la realtà conosciuta? Bene, prendetela e buttatela nel cesso!

Credo questo vi direbbe Diego se lui stesso dovesse parlarvi del romanzo che lo vede protagonista… ma dovendo farlo io inizierò dicendovi:

-Avete presente la realtà conosciuta? Bene, prendetela e buttatela nel cesso!

Il Codice Lovecraft   di Demian Loki ha principalmente una caratteristica essenziale: è scritto molto bene! Demian Loki ha uno stile impeccabile ed allo stesso tempo vissuto, sporco, da vero scrittore dannato!

La narrazione cattura subito il lettore incuriosendolo per gli avvenimenti che si intuisce travolgeranno di lì a breve il protagonista. Diego è un non eroe, in alcuni ambiti appare fragile, borderline nelle sue ossessioni e manie, nulla sembra esser vissuto da lui in modo “normale”, neanche il rapporto con Alessandra…come del resto con nessuna altra donna.

La ricerca lo domina divenendo presto ossessione e poi incubo… del resto chi di noi sopporterebbe verità sconvolgenti? Soprattutto se per ottenerle siamo, come dire, pronti a tutto!?

La narrazione incede con ritmi cadenzati dalle emozioni o paranoie provate dal protagonista e riesce a determinare nel lettore empatia tale da provare esattamente lo smarrimento di Diego, inducendo all’ansia, all’angoscia e persino alla nausea. Le parole martellano la mente del lettore al pari della psicosi indotta al protagonista dalle allucinazioni.

Ho divorato il libro in due serate, l’ingranaggio degli eventi è così ben architettato da stimolare la mente nella risoluzione del rebus. Assolutamente da leggere… il finale poi è ironicamente sprezzante e l’ho adorato!

Buona lettura cari lettori.

Monika M.

 

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