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Ospite di questa intervista è Claudio Massimo, un autore Fantasy…con la  F maiuscola!

 

 

1 Claudio Massimo, definirti scrittore mi appar quasi riduttivo…avendo la fortuna di esserti amica ho spesso l’idea, quando dialoghiamo, di aver incontrato un vero Druido! Aaron e gli dei combattenti nasce dalla passione per il genere Fantasy o per interesse verso il paganesimo?
Risposta: Nasce dall’interesse di conoscere una dottrina, e un modus vivendi da sempre avvolto in un alone di mistero e magia e da cui tutti i monoteismi e monismi hanno attinto. Una dottrina di cui si conosce solo il contorno di un enorme mosaico. Sono rimasto folgorato per il loro attaccamento verso la natura, che consideravano sacra e frutto della creazione di un’entità superiore che pregnava ogni cosa organica di energia; di luce. Essi ritenevano che in ogni essere vivente (vegetale e animale) vi fosse una parte quantica di essenza divina (anima) la quale se viveva in simbiosi con il creato e rinunciava alle cose materiali, poteva congiungersi alla sorgente. Dio era quindi un continuo divenire, a patto che gli uomini vivessero in simbiosi con il Tutto, e conducessero una vita in cui si dava più importanza alla spiritualità che al materialismo. Un concetto che si è perso nella notte dei tempi, offuscato da millenni di materialismo e che sopravvive oggi solo in alcune tribù che noi aggettiviamo come primitive. Più che un interesse, una fascinazione che è esplosa in me all’improvviso; ma forse questa fascinazione era in me da sempre, seppellita dal mio io razionale in qualche zona recondita del mio io interiore.
2 Aaron è costretto a rifugiarsi in un mondo parallelo… visto il mondo che ci siamo costruiti attorno oggigiorno mi chiedo se questa tua metafora rispecchi la fuga dell’animo umano da una condizione che non può più ospitarci?!
Risposta: Solo chi ha letto il libro e solo chi ha una spiccata sensibilità poteva cogliere questa metafora. Ed è così, Aaron è stato la mia fuga da una realtà in cui faccio fatica a convivere. Il mondo parallelo (il Sidhe celtico) rappresenta un ideale a cui aspirano le persone più sensibili. Come sarebbe il mondo se la componente spirituale fosse più forte di quella razionale e quindi materiale? Un mondo in cui l’empatia fa vivere in armonia ogni essere, dove valori come la lealtà, onestà, rispetto , sono parte imprescindibile di una società. Sarebbe davvero un altro mondo. La dimensione parallela rappresenta il: come sarebbe il mondo se …
3 Cosa vorresti restasse al lettore della tua storia?
Risposta: Aaron e gli dei combattenti nasce dalla volontà di lanciare un messaggio: quello di ritornare ad agire con quelli che i druidi consideravano i sensi più importanti di sette: istinto e sentimento, capaci di farci vivere in simbiosi con il tutto. Vorrei che la gente desse meno importanza al materialismo, al consumismo compulsivo che è solo un surrogato di felicità di breve durata e che ci sta rendendo più egoisti, individualisti e sempre più simili, alle fredde macchine che produciamo. Vorrei che rimanesse al lettore la consapevolezza che valori come l’amicizia, la lealtà e amore, non devono essere sacrificati per un secondo fine e di iniziare a dare importanza a cose che l’uomo non potrà mai produrre.
4 Le ambientazioni nel sud ovest dell’Irlanda sono frutto di studi? Fantasia? O li hai realmente visitati? E come nasce la storia di Aaron?
Risposta: Le ambientazioni sono frutto di studi. Tutte le location sono reali. È stata un gran fatica. Cercavo una località che non avesse grandi accadimenti storici in grado di oscurare la storia del mio libro. L’istinto mi fece cadere l’occhio su Kenmare, un piccolo borgo di pescatori. Tutto subito pensai che la scelta fosse casuale; poi leggendo la sua storia, legata soprattutto al suo passato preistorico, mi sono accorto che non era così. Ci sono cose che non sai spiegare, ma percepisci che accadono come se ci fosse dietro una volontà che non comprendi. Aaron nasce dal concetto di libero arbitrio di Pelagio, bretone vissuto nel IV sec. d.C e convertitosi al cristianesimo. L’uomo ha la capacità di distinguere il bene dal male senza bisogno di intercessioni di un dio, perché creato a sua immagine e somiglianza e soprattutto non è colpevole di nulla se non delle sue azioni. Il concetto è che ognuno di noi nasce senza peccato e non ha responsabilità su quanto accaduto nell’Eden. Riflettendo su questo, mi sono detto: perché per salvare il mondo bisogna sempre aspettare l’ intervento di una qualche divinità e non facciamo in modo che sia un umano ad agire per il bene universale? La cosa poi si sposava bene con un concetto druidico che dice: agire è sempre meglio che non agire. Nel mio libro toccherà a un umano, un semplice ragazzo, far si che salvando il mondo dei custodi dell’umanità, si salverà la stessa dalla sua corruzione totale. L’ennesima metafora del libro.
5 In un ambiente competitivo come quell0 dell’ editoria moderna una persona riservata come te, devo dire, risplende come una stella nel buio firmamento… del resto chi vale non necessita di tanto clamore per esser notato. Come concili la tua indole riservata con la necessità di farsi conoscere?
Risposta: In realtà non si concilia, perché se vuoi farti conoscere devi renderti “visibile” e io sono poco competitivo. Bisogna accettarsi per quello che si è senza snaturarsi, perché qualsiasi cosa che fai contro natura non provoca altro che ansie. Oltre modo come scrive la Alcott :” non c’è bisogno di mettersi sempre in evidenza, perché la troppo opinione di se stessi rende noiosi e ridicoli. In Piccole donne l’autrice ci regala un’altra perla: “non c’è pericolo che il vero ingegno e la vera bontà, rimangano per molto tempo nascoste, ma se ciò accadesse, la coscienza di possedere queste qualità e di usarle per il bene del prossimo, dovrebbe dare sufficienti soddisfazioni.” Io cerco di rimanere me stesso perché ben conscio dei miei limiti, non posso essere diverso da quello che sono. Bisogna accontentarsi di quello che si riesce a ottenere con le proprie forze.
6 So che stai lavorando al seguito, rinfranca la nostra bramosia e l’incontenibile curiosità: a quando la pubblicazione?
Risposta: Dovrebbe uscire tra la metà e la fine di aprile. Avrà un taglio diverso, più adrenalinico
7 Ci sono autori celebri ai quali ti ispiri? Autori che prendi ad esempio? O semplicemente che ami leggere?
Risposta: Si, ci sono autori a cui mi ispiro e che amo; fra questi cito:Valerio Massimo Manfredi, Ken Follet e Il Defonso Falcones. Il paradosso è che non leggo fantasy.
8 Lasciaci con un’autocitazione!
Ti lascio con una citazione che ti do’ in anteprima e che i lettori troveranno nel libro: Non abbiamo la possibilità di conoscere il nostro destino, ma abbiamo la capacità di scegliere come vivere e con chi dividere la strada Pondera bene la scelta; tutto dipende da te. Claudio Massimo

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