Tag

35522829_10212599275397154_527481645339508736_n.jpg

 

Oggi intervisto  Nadia Boscu, autrice di La chiave del portale  ”   e di  “Uno sguardo nel terrore” .

Cara Nadia  quali   sono state le letture che ti hanno indirizzato alla scrittura, se ce ne sono state e quali invece hai amato da lettrice?

– Ogni volta che mi è capitata una bella lettura, ho sentito il desiderio struggente di poter scrivere qualcosa di altrettanto meraviglioso, però non è stato un libro in particolare a destare la mia voglia di scrivere, credo sia nata con me. Ho sempre avuto la necessità di riempire pagine e pagine. I fogli bianchi per me sono irresistibili. Le letture che ho amato sono tante, ma posso dire che la serie della “Torre Nera”, di Stephen King, mi ha stregata. 8 libri che mi hanno coinvolta in modo totale e che ancora, a distanza di anni, hanno echi nel mio animo.

Come nascono le tue storie? Dove o cosa le origina?

– Non c’è una regola su come nascono le mie storie. Sono loro a decidere quando arrivare. Posso essere in auto, immersa nei miei pensieri mentre scruto il paesaggio dal finestrino, oppure arrivano con i sogni, per poi essere plasmate. Ci possono essere situazioni che me le servono su un piatto, o luoghi che me le sussurrano all’orecchio. La maggior parte delle volte si tratta di scintille che brillano appena, e io mi devo impegnare per renderle dei bei fuocherelli vivaci.

Quali tue passioni invadono le storie dei tuoi romanzi?

– Certamente la mia passione per il macabro e il brivido influenza i miei scritti, ma anche tutto l’amore che provo per la natura e gli animali non può restare fuori dalle mie storie.

I luoghi fantastici che descrivi nel romanzo fantasy ” La chiave del portale” cosa li ha ispirati? E quanto di te e dei tuoi ricordi finisce nella caratterizzazione dei personaggi?

– Di luoghi fantastici al mondo ce ne sono tantissimi e io vorrei vederli tutti. Alcuni ho avuto la fortuna di visitarli durante i miei viaggi, e con “La Chiave del Portale” l’intenzione era quella di far respirare anche agli altri la magia degli antichi boschi Sardi, o mostrare come i miei occhi hanno visto certi luoghi della Francia… Quanto di me c’è nei miei scritti? Come potrai intuire, cara Monica, nelle mie storie c’è sempre qualcosa che mi riguarda. Sicuramente questo vale per la maggior parte degli autori. In alcuni lavori, magari, c’è solo un pensiero, in altri può esserci una situazione realmente vissuta, e i personaggi sono sempre un mix di tutte le conoscenze che gravitano nella mia vita, anche se lo hanno fatto per la breve durata di un viaggio in metropolitana…

A cosa lavori ora?

– In questo periodo sono alle prese con una raccolta di storie brevi. Brevi e intense, che vanno dall’horror al fantasy, con sfumature tutte da scoprire. Sarà uno strano “Carosello”… Più o meno a metà stesura, inoltre, c’è il seguito del fantasy “La Chiave del Portale”, che spesso si prende una pausa…

Il tuo carattere così riservato è un ostacolo in questo ambiente competitivo o al contrario i tuoi lettori lo apprezzano?

-Sì, sicuramente il mio carattere non mi aiuta nella promozione. Dovrei impegnarmi di più, essere più attiva, perché di autori validi ce ne sono parecchi e di libri belli anche, ma a me piace leggere e scrivere, per cui, per il momento, penso a fare soprattutto quello, al resto ci pensano gli amici e i miei lettori.

Quali genere di romanzo affronterai in futuro?

-Vorrei potervi far entrare nella mia testa per vedere le idee che l’affollano. Sono tante. Troppe! Sgomitano, e il tempo, ahimè, non basta mai. Sicuramente nelle mie opere future ci sarà tanto horror e un bel po’ di fantasy, ma anche la fantascienza mi sta chiamando da tempo…

Lasciaci con una citazione presa dal tuo romanzo …

– Citazione tratta dal libro “La Chiave del Portale”: “La vera forza sta nel vedere le tenebre e nonostante ciò essere capaci di scorgere la luce dietro di esse, o ancora meglio: riuscire ad attraversarle senza esserne divorati.”

 

Se volete porre domande a Nadia potete farlo in Pagina IO ME LO LEGGO questa sera !