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Esiste un mondo dove il confine fra il bene e il male diventa labile; un mondo di cui tutti intuiscono o conoscono l’esistenza ma che, per convenienza, ignorano o negano.Un mondo impercettibile ai più, creato da persone reali e vissuto da esseri invisibili, un mondo dove il denaro può comprare tutto, tranne l’odio e la vendetta.

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Avvincente!

Questo il primo aggettivo che mi viene in mente per descrivere questo romanzo.

La narrazione è  veloce, precisa, puntuale e metodica… imprigionando il lettore in una spirale di eventi che via via vengono rivelati sul protagonista, raccontato coralmente da chi ha la “sfortuna” di incontrarlo.

La storia è molto originale, mi ha conquistato sin dalle prime pagine.

Alex, L’invisibile, è inizialmente appena tratteggiato, proprio come il suo soprannome implica non è facilmente inquadrabile. Man Mano che la storia però procede si hanno sempre più dettagli e la figura emerge malvagia… eppur affascinante. Del resto la natura umana è attratta da quella parte oscura che in noi dimora e che fatichiamo a tener nascosta.  Un moderno Dorian Gray senza volto e ritratto da far invecchiare per gli atti spregevoli che compie!

Paradossalmente sarà proprio l’unico atto di clemenza di Alex a metterlo nei guai.

Durante la lettura riflettevo costantemente su come le vicende della nostra vita determineranno poi la persona che diverremo. Alle mente non faceva che tornarmi il detto indiano :

<<   Una sera un anziano capo Cherokee raccontò al nipote la battaglia che avviene dentro di noi.
Gli disse:

“Figlio mio la battaglia è fra due lupi che vivono dentro di noi.

Uno è il male, é rabbia, paura, preoccupazione, gelosia, invidia, dispiacere, autocommiserazione, rimpianto, rancore, avidità, falsità, senso d’inferiorità.

L’altro è il bene, gioia, amore, pace, speranza, serenità, umiltà, gentilezza, benevolenza, empatia, generosità, verità, compassione, fiducia.

… il piccolo ci pensò su un minuto e poi chiese: “Quale lupo vince?”

L’anziano Cherokee rispose semplicemente: “Quello a cui dai da mangiare”. >>

Ed è indubbiamente così per i protagonisti della storia, tutti loro iniziano il cammino del Male perché privati dell’Amore, chi di una donna chi di una madre…chi di entrambe i genitori.

La scrittrice descrive in modo completo i protagonisti e le vicende usando un linguaggio sempre consono al  personaggio, riuscendo a caratterizzarli così bene che dichiarare, all’inizio del capito, chi stia parlando diviene ad un certo punto superfluo. Ho apprezzato particolarmente lo stile, pulito e lineare lo consiglio assolutamente.

 

Monika M