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TRAMA

Un ex violinista che detesta la musica classica, una giovane editor divorziata che si sente sempre inadeguata e non sa cosa vuole dalla vita, un attore gay e viziato che cerca di rovinare il matrimonio del suo migliore amico, famoso sceneggiatore, anch’egli gay e in crisi col marito. A legare queste vicende è Diana, giovane sceneggiatrice che, nonostante la sua esuberanza e i modi franchi e gentili, non riesce a lasciarsi andare del tutto nelle relazioni con gli altri. Il bullismo psicologico che ha subito al liceo le ha, infatti, lasciato addosso un senso di disagio da cui non riesce a liberarsi.

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Il peso delle parole. Mi è subito piaciuto molto questo titolo… forse perché mi fa pensare ad una frase di Alda Merini: “Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire” 

L’impostazione della narrazione è veramente originale ed esprime una straordinaria capacità dell’autrice di tessere la storia in modo complesso ma allo stesso tempo lineare. Continui flashback ci trasportano costantemente dal presente al passato, da un protagonista all’altro, senza però farci perdere mai il filo delle vicende, al contrario, alimentando la curiosità del lettore che brama sapere sempre più.

Tutti i personaggi sono, a mio parere, protagonisti alla pari, legati tra loro da sentimenti di amore o amicizia.  L’autrice  tratteggia, all’inizio, un ritratto appena accennato  dei personaggi che andrà via via arricchendo, svelando fragilità che umanamente ogn’uno di noi vuol tenere nascosto anche alle persone più care. Ogni debolezza viene celata dietro a delle maschere, ma come ogni maschera anche queste sono destinate a cadere. Ed è proprio quando le fragilità si rivelano che i protagonisti comprendono come sia più semplice affrontarle, piuttosto che nasconderle!

Ogni protagonista nasconde in sé un dolore mai superato che impedisce di vivere appieno il presente. Ciascuna personalità agirà e risponderà in un modo proprio ed unico, affrontando quel dolore con la fuga. Unicamente quando il dolore verrà condiviso sarà possibile affrontarlo, solamente dichiarandolo agl’altri ed a se stessi potrà esser sconfitto!

Mi è piaciuto molto questo sostenersi tra i vari protagonisti, senza giudicarsi o sentirsi superiore all’altro, del resto amare una persona implica anche questo: accettare tutto, anche i difetti. Apprezzabile è la tenacia degli affetti che non si lasciano alle prime difficoltà, e questa caratteristica della storia  indubbiamente segna questo romanzo come insolito e inconsueto in uno scenario narrativo molto “infantile”.  La narrazione rivela una sensibilità matura dell’autrice che accompagna i suoi personaggi in una crescita di consapevolezza fino a raggiungere ciò che realmente si desidera, senza però tradire sé stessi.  Come ogni buon libro ci mette davanti ad uno specchio e per me è stato inevitabile chiedermi: ho realizzato ciò che volevo per me?

Se la vostra risposta è “No, non ho realizzato ciò che volevo” non allarmatevi, perché il finale infonde una dolce speranza, del resto non è mai tardi per far si che la nostra vita sia come noi la desideriamo, certo questo implicherà, da parte nostra, cambiamenti! Piangersi addosso non serva a nulla, questo sembra dirci l’autrice con questa storia che altro non è che un inno alla vita, all’amore ed alla vera amicizia!

Confesso di aver divorato il libro in due sere, lo stile dell’autrice mi ha letteralmente stregata! Forse se amate l’azione ed il costante ed incessante susseguirsi di eventi non è il libro che fa per voi… io l’ho adorato perché è intimo, profondo e dannatamente vero!

Monika M