Libertà!

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Matilde Cuore di Lupo è la storia di una regina, di una guerriera, di una donna che ha saputo tener testa a Papi, Imperatori e guidare eserciti ma è anche una storia di fate, incantesimi e rapimenti. Prima della Regina Vittoria, prima di Elisabetta I, Matilde di Canossa ha scelto di vivere la sua vita liberamente, di governare senza l’aiuto o il sostegno di un uomo, di guidare un esercito. Di essere se stessa. Muovendosi liberamente tra fantasy e storia l’autrice descrive la vita di una donna eccezionale e libera, di un’epoca selvaggia, di grandi uomini divisi tra aspirazioni celesti e brame terrene.

 

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Mi sono imbattuta in questo libro, ed  attratta dalla copertina non ho letto la trame … l’ho preso, convinta fosse (solo)  una romanzo  storico-

Euforica ho iniziato a leggere questo libro che dichiara subito l’abilità dell’autrice. La scrittura è fluente e rapisce il lettore. I fatti narrati incuriosiscono ed appassionano.

La fuga inziale della protagonista toglie il fiato ed empaticamente si inizia a sperare ce la faccia…

Quando poi inspiegabilmente si salva si resta confusi, destabilizzati.

Cosa sta accadendo? Chi è la magica Signora che le compare davanti?

Unicamente allora si comprende come il romanzo misceli sapientemente storia, leggenda e mito.

Adoro le donne forti, donne che in tempi di oscurantismo hanno fatto valere la proprio persona. Libere, fiere e valorose.

Matilde incarna la lotta, l’orgoglio, l’intelligenza. Accanto a donne del genere un uomo diviene del tutto superficiale, è una donna che saprà regnare… in tempi in cui era  previsto che per le donne potessero unicamente filare.

Monika M

 

 

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Il sogno di tutti…

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Un giovane ragazzo Romano trova accidentalmente uno dei più antichi misteri che la storia conserva. Ne rimane talmente tanto affascinato che decide fermamente di trovarvi una soluzione nonostante gli ammonimenti del caro Professore e la titubanza generale. Aiutato dalla sorte riesce a coinvolgere i suoi amici in un viaggio che li porterà a trovare un’attestazione a conferma della sua rivoluzionaria scoperta. Le implicazioni che ne deriveranno saranno nuovo ossigeno per tutti gli appassionati di Religione e Misticismo.

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Il quadrato del Sator è una ricorrente iscrizione latina, in forma di quadrato magico, composta dalle cinque seguenti parole: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS.

 

La narrazione è scandita da Posizione geografica, date e luoghi di interesse. Con tale espediente l’autore induce il lettore a credere che sia una sorta di fedele diario di fatti veramente avvenuti, appassionandolo e convincendolo.

I dialoghi sono scanditi dalle iniziali dei protagonisti, come fosse un copione teatrale, mente  i vari rebus vengono riportati in modo che il lettore possa comprendere e giocare assieme ai protagonisti. Il libro è adatto ai lettori che amano poco la narrazione, essendo esso composto esclusivamente da dialoghi.

Unicamente il giovane universitario, protagonista del libro, potrebbe con tanto entusiasmo gettarsi anima e corpo nella risoluzione di un mistero rimasto intatto per secoli, millenni.

Cosa cela il palindromo? Se volete saperne di più, se vi appassionano  i ritrovamenti archeologici ed i loro misteri ancora intatti, questo libro fa per voi!

Il romanzo è una sfida, ipotesi che inducono il lettore a credere che una soluzione possa esser data… a voi scoprire se questo è realmente possibile!

Monika M

 

 

Intimo…

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Dalla Mosca della “Perestroyka” alla Firenze dei giorni nostri, la storia di una donna che ha violato molte regole. Ma non tutte. E dell’ uomo che. saggiamente, decise di tenersela stretta.

 

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Finalmente una storia autentica, vera ed appassionante!

Voi credete al colpo di fulmine? Io no! Vi lascio immaginare (quindi) quanto io possa amare i romanzetti rosa tanto in voga in questo momento. Questo romanzo è stata davvero una piacevole lettura, una lettura condivisa con la mia anima che non molto diverge dai pensieri della protagonista che narra tutto in prima persona.

Questo libro è il racconto di un amore, delle paure che esso genera, della passione e della gelosia. L’amore è tante cose è insicurezza e fragilità e qui tutto viene riportato fedelmente e con lei noi tutti ci innamoriamo nuovamente e riviviamo quell’incanto …

Dopo l’innamoramento iniziale segue un amore più maturo, profondo, complice e le pagine che raccontano di loro…ci portano però a guardare in noi.

Monika M.

 

Diverso…

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Una cella buia, il segno di una puntura, ricordi confusi.
L’incubo di Aleideen comincia col suo risveglio: non sa chi la tenga prigioniera, dove, o perché. Sa di essere sola, lontana dalle persone che ama, mentre fuori un morbo misterioso continua a mietere vittime.
Ora, però, il pericolo è dentro. Aleideen è il soggetto perfetto, e una creatura leggendaria l’ha cercata per troppo tempo. Non se la farà scappare tanto facilmente.
Eppure lei, in un modo o nell’altro, deve andarsene da lì. Assecondare il mostro o combatterlo, deve farlo prima di soccombere, prima che sia troppo tardi per lei e per i suoi cari.

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Una storia molto originale. Confesso che in genere evito di leggere di Vampiri… Amando io Dracula trovo inarrivabile quel capolavoro, ma questo breve romanzo è così diverso dal genere che si fa apprezzare.

Originalità ma con radici ben salde: rispetta fedelmente i tratti propri del Vampiro, creando poi però un’unicità nella costruzione del personaggio e nella ricerca che questo porta avanti.

Interessante poi è la protagonista: un’alchimista. Efficace la costruzione del personaggio e la veridicità delle erbe da lei trattate.

La curiosità mi ha portato a leggerlo, una volta iniziato, sino alla fine senza sosta alcuna.

Monika M.

 

Nuova Uscita !

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Segnalazione su richiesta dell’autrice :
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TITOLO: Io sono l’usignolo
AUTORE: Emanuela Navone
EDITORE: Autopubblicato
GENERE: Thriller
NUMERO DI PAGINE: 330
DATA DI USCITA: 10/12/2017
PREZZO ED. CARTACEA: ND
PREZZO ED. DIGITALE: 2,99 €
LINK D’ACQUISTO: http://amzn.to/2hnUExI
ISBN: ND
Chi è Florian Chevalier e perché ha bruciato la casa del sindaco di Val Salice? Questo si domanda il
giornalista Rubino Traverso, intenzionato a scoprirne di più e sorpreso che nessuno voglia
raccontare nulla.
Quando, proseguendo le ricerche, inizia a ricevere disegni bizzarri e strani messaggi intimidatori,
capisce la verità non deve venire a galla. Che cosa nascondono gli abitanti di Val Salice?
In un agosto spazzato dal vento, Rubino scoprirà a poco a poco che perfino un piccolo paese
sperduto fra i monti liguri ha i suoi scheletri nell’armadio. E dovrà scoprire quali.
Cosa sei disposto a perdere pur di conoscere la verità?
PAGINA FACEBOOK DEL ROMANZO: https://www.facebook.com/iosonolusignolo
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ESTRATTO: PRIMO CAPITOLO
Lunedì 21 agosto 2000
Il trasloco a Val Salice iniziò sotto i peggiori auspici.
Primo punto: appena partiti dovemmo tornare indietro perché Rossana aveva dimenticato il
valigiotto con creme, detergenti e qualsiasi orpello con cui donne come mia moglie si divertivano in
bagno.
Secondo punto: partiti per la seconda volta, dovemmo di nuovo tornare indietro perché Stella
non trovava Lalla e se non aveva la sua bambola di pezza rischiava di patire l’autostrada.
Terzo punto: Oscar, il gattone rosso e pigro, decise che non amava più la gabbietta e dovemmo
farlo uscire, con la conseguenza che passò il viaggio disteso sulle cosce di Rossana, emettendo di
tanto in tanto un miagolio di vero dolore.
Morale: arrivammo a Val Salice due ore dopo il previsto, sotto un temporale di quelli che ti
annegano appena metti un’unghia fuori, Rossana e Stella nervose e io più sudato di quando, al
mare, mi ostinavo a non prendere sdraio e ombrellone perché non mi andava di sborsare ventimila
lire.
Ciliegina sulla torta, appena scendemmo dalla BMW, infagottati sotto giacchette leggere prese
alla spicciolata in una valigia, Stella iniziò a starnutire.
Di per sé, qualche starnuto non è grave, ma essere sposati con Rossana De Simone equivaleva a
una delle Grandi Tragedie.
Le hai portate le medicine? No che non le hai portate, vero? E adesso come facciamo diavolo
adesso le verrà la febbre e non hai portato le medicine e se si sente male bisogna chiamare
l’ambulanza andare al pronto soccorso che poi l’ultima volta siamo stati lì ore.
Neanche il tempo di scaricare i bagagli che dovetti fiondarmi in auto e cercare una farmacia in
quel paesino sperduto tra i monti liguri.
Così iniziò la mia nuova vita lontano dalla città. E mentirei se dicessi che ero elettrizzato.
Il campanello suonò mentre la porta si apriva. Mi sfregai le mani l’una contro l’altra, intirizzito
nel giubbotto leggero. Le scarpe di tela filtravano l’aria come ciabatte da mare. Feci due passi. File
di scaffali di legno ospitavano un melting-pot di medicinali, mentre dietro il bancone, una vecchia
credenza conteneva piccole brocche forse dipinte a mano. In un angolo, una vecchia bilancia si
incastrava tra due depliant che promettevano la migliore soluzione alla tosse secca e spiegavano
perché fosse nocivo fumare in gravidanza.
La farmacia di Ca’ Tonda, paesino minuscolo vicino a Val Salice, era un pot-pourri di scatoline
colorate. Se avessi avuto dietro la mia reflex, mi sarebbe piaciuto catturare qualche sfumatura, un
verde smeraldo, un rosso mattone o un bianco panna.
La donna dietro il bancone batteva sui tasti del registratore di cassa e parlottava tra sé. Al suono
del campanello, alzò lo sguardo. «Buonasera» cinguettò.
«Buonasera.» Mi avvicinai con le mani in tasca.
«Freddino, vero?»
«Già.»
La donna diede una rapida occhiata al registratore di cassa. Il pollice e l’indice grattavano
pigramente il mento. «Oggi il buon Charlie non ne vuole sapere di funzionare.»
  • Dovevo avere un’espressione stupita perché la donna scoppiò a ridere.
    «Charlie è il nome che ho dato al registratore» spiegò.
    «Ah.»
    «Che cosa desidera?»
    «Del paracetamolo. Mia figlia ha un forte raffreddore e mia moglie teme le venga la febbre.»
    La farmacista annuì e uscì dal bancone. Una piccola botte in camice bianco. «In questo periodo è
    facile ammalarsi» disse mentre rovistava in uno scaffale. «Turisti?»
    «Ci siamo trasferiti oggi a Val Salice.» Assunsi una delle mie migliori espressioni scocciate per
    troncare il dialogo. Non avevo di certo tempo da perdere in inutili chiacchiere.
    La farmacista terminò la ricerca su uno scaffale e passò all’altro. «Un posticino accogliente,
    vero?»
    Tentativo fallito.
    «Sa che è stato quasi raso al suolo da un incendio?»
    In meno di un secondo, la mia espressione scocciata diventò incuriosita. «Non lo sapevo.» Fissai
    la donna con vivo interesse.
    La farmacista pescò una confezione di paracetamolo nascosta tra un flacone di sciroppo per la
    tosse e un detergente intimo. Caracollò verso il bancone e vi posò la medicina. «Successe vent’anni
    fa.» Scosse la testa. «Una vera tragedia.»
    Posai una banconota da ventimila lire accanto al registratore di cassa. Lo sguardo della
    farmacista sembrava afflitto, ma dietro si scorgeva qualcosa, una specie di forte desiderio,
    un’aspettativa.
    dai chiedimi cosa successe ti prego
    Stetti al gioco.
    «Che cosa successe?»
    La donna parve gonfiarsi come un palloncino. Si allungò verso di me e mise una mano sulla
    bocca. «L’incendio distrusse la casa del sindaco e si propagò per metà del paese. Montignani, sua
    moglie e suo figlio non ce la fecero.» Tamburellò le dita sul bancone. «Aveva appena vent’anni,
    quel povero ragazzo. Morire così… Che destino ingiusto.»
    Presi il flacone di paracetamolo. «È stato un incidente?»
    I grandi occhi da lontra della farmacista mi guardavano fissi. «Certo che no. Florian Chevalier.
    L’usignolo.» Si diede un colpetto sulla tempia. «Un pazzo.» Armeggiò ancora qualche istante con il
    registratore. «Non è serata, vero, Charlie?»
    «Usignolo?» Mi stava prendendo in giro?
    «Così si faceva chiamare. Non so il motivo.» Risatina civettuola.
    «Perché lo ha fatto?» Misi la medicina nella tasca dei jeans.
    La donna fece spallucce. «Lo chieda agli abitanti di Val Salice.» Riprese ad armeggiare con il
    registratore di cassa. «Le scoccia se non batto lo scontrino?»
    Feci un saluto smozzicato. Non mi scocciava. Uscii.
    Oh, se lo avrei chiesto. Lo avrei chiesto di certo.
    Quella palla con il camice addosso non sapeva che le tragedie erano il mio pane quotidiano.
    Rubino Traverso, giornalista e fotoreporter: questa è roba per te.
Emanuela
BIOGRAFIA AUTRICE
Emanuela è nata a Genova e vive in un paesino sperduto sui monti proprio sul confine con il Piemonte.
Scrive da quando era una bambina, e da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. È cresciuta a pane e
Stephen King, e gran parte della sua esistenza l’ha trascorsa leggendo i suoi horror e i fantasy della Bradley,
Tolkien, Goodkind e autori meno famosi.
Nel 2014 ha finalmente ottenuto la laurea dopo anni di lacrime e sangue e si è trovata nel mondo reale e ha
scoperto che era pieno di denti aguzzi. È diventata assistente editor per Edicolors, una casa editrice
specializzata in narrativa per l’infanzia; poi, cedendo allo smisurato ego che la divora, ha deciso di diventare
freelance.
Vive in una grande casa circondata da gatti — prima o poi diventerà come la gattara dei Simpson. Oltre alla
scrittura, adora la musica metal e la fotografia. La trovate spesso in giro per i boschi con la sua fedele reflex
e la testa sulle nuvole.
Ha pubblicato, sempre come self, il breve Prontuario di editing e il racconto Reach, contenuto anche nella
raccolta a scopo benefico Only Hope.
Blog (al momento chiuso, ma potete trovare le vecchie recensioni): https://www.anticocalamaio.blogspot.it

Lo trovi gratis …

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Belmont, Bronx, New York. Febbraio 1930. Le famiglie mafiose principali di New York si incontrano per dare vita ad un’alleanza che porterà ad una guerra tra gang.
Poco più in là, in un parco malmesso, un ragazzino gioca a basket. Il suo nome è Julian e non sa ancora che quel giorno la sua vita cambierà totalmente.
Questo racconto è un prequel alla saga “Guerriera dal Cuore di Diamante”.

 

 

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L’ambientazione è assolutamente affascinante: la New York di inizio secolo. Comunità di varie razze convivono alimentando diffidenze stereotipate.

Se parla italiano è un mafioso ed è bene evitarlo, questo viene detto al giovane Julian dai suoi genitori. Ma basterà a tenere il ragazzo però fuori dai guai ?

Assolutamente originale il dialogo che questo ragazzino terrà con l’angelo della morte, che la sua anima è venuto a reclamare. Non posso dirvi altro o rischio di rovinarvi la sorpresa, ma la domanda che vi pongo è : a cosa rinuncereste per vivere in eterno?

Non so se leggerò la saga, preferisco i romanzi autoconclusivi, ma indubbiamente questa presentazione incuriosisce.

Monika M.

Fantasy

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Segnalazione su richiesta dell’autore :
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Costretto all’esilio sulla Terra dal suo stesso padre, Akelion si ritroverà ad affrontare una moltitudine di difficoltà.
Dall’imparare al cavarsela da solo in una terra straniera, al doversi difendere da misteriosi sicari che sembrano intenzionati a volere la sua morte ad ogni costo.
Una delle poche certezze di Akelion è che nella vita non ci si può mai fidare di nessuno e che l’amicizia vera, in realtà non esiste affatto. Soprattutto con i terrestri, popolo che lui da sempre disprezza apertamente.
Un vecchio castello ristrutturato in mezzo alla campagna inglese, ora trasformato in un ricco collegio dove avvengono morti inspiegabili.
Un ragazzo che non è chi dice di essere e una ragazza con la passione per l’investigazione, l’unica che riuscirà a trovare, oltre una traccia per risolvere i casi degli omicidi, anche uno spiraglio per entrare nel cuore del suo misterioso compagno di studi, il quale arriverà a comprendere che forse, la vera amicizia esiste davvero.
Un Commissario che forse, sa più cose di quante voglia far intendere.
Un’antica Organizzazione che, nell’ombra, difende la razza umana da efferati assassini che di umano hanno ben poco.
Tra omicidi, indagini, alieni, gatti parlanti, maghi e organizzazioni segrete riuscirà l’amicizia, nata tra i due ragazzi, a superare le barriere che dividono i loro due mondi?

Breve ma intenso !

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Gerusalemme, 1313
Erano molti i nomi con cui era stato chiamato nel tempo.
Guerriero. Pirata. Ladro. Infedele.
Uno soltanto, però, era quello che gli sarebbe rimasto addosso per sempre.

La storia di un uomo diviso, segnato nel corpo e nell’aspetto; in perenne lotta tra ciò che la propria religione gli impone di fare e ciò che sente essere giusto.
La storia dei misteri nascosti tra i fumi di Alamut, e dell’unica donna capace di riportare la pace nel suo spirito inquieto.

“Per un istante l’odore dei fiori di loto lo portò indietro nel tempo, ricordandogli che anche se due anni prima aveva scelto di solcare il mare a bordo di una nave pirata, la sua natura era molto più affine al sangue, che al sale. Mentre le tende d’organza danzavano leggere, accarezzate dalla brezza della sera, il passato tornò a tormentarlo. Una falce di luna illuminava il deserto del Negev ed oltre ad esso luoghi che conosceva fin troppo bene, destinati a ricordargli sempre che in un tempo non troppo distante era stato assassino.”

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Spin-off del romanzo LA CHIAVE D’ORO.

 

Un racconto breve ma dall’intensità potente. L’incontro tra due personaggi diversi ma simili, ogn’uno perso nel suo destino, ma con una speranza celata nel cuore: la possibilità che un giorno la loro unione sia “casa”.

Profonda l’analisi del personaggio che l’autrice ci invita a ritrovare nel suo libro, affascinante e ben strutturato.  Personalmente ritengo che a dar corpo all’intero romanzo sia sempre e solo l’anima del protagonista o comunque dei personaggi, ritengo quindi che se la pensate come me… dopo aver letto questo spin off non potrete non leggere il romanzo che lo ha ispirato.

Una lettura che lascia una languida voglia di saperne di più!

Monika M.