Nuova uscita!

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Mi chiamo Alfonso Pistilli e scrivo di notte in una cameretta di un piccolo paese del profondo Sud Italia, Canosa di Puglia.
L’“Ultimo Sorriso” è il mio primo lavoro edito e nasce quasi per caso, come per caso è nata la
passione per la lettura prima, per la scrittura poi.
Nonostante i miei quaranta (vi sento dire che non li dimostro affatto, grazie), sono da sempre una persona che non si avrebbe difficoltà a definire “iperattiva”. Io l’ho sempre considerato un lato positivo di me perché mi sono sempre detto che l’unico modo per combattere il tempo è viverlo.
Allora mi dedico allo sport, calcio e tennis soprattutto, ma non disdegno qualche vasca di nuoto.
Amo viaggiare per immergermi nelle culture di paesi diversi dalla nostra amata penisola. Ma la mia iperattività non si esprime solo nelle passioni; sono eternamente incapace di rilassarmi, dunque ho sempre bisogno di “fare” qualcosa. Ricordo che da piccolo dicevo sempre a mia madre: «Mamma, io mi annoio.» Dopo due minuti di inattività.
La passione della lettura nasce come un’esigenza; avevo bisogno di sconfiggere l’insonnia. Perché fissare un soffitto quando posso fissare delle lettere?
Nata per necessità si è presto trasformata in un piacere. Libri su libri, divorati come per recuperare gli anni persi senza lettura fino a un giorno in particolare, quello in cui mio cugino Leo ha pronunciato una frase che tuttora è rimasta salda nella mia memoria: «Se ti piace così tanto leggere, perché non provi a scrivere?»
Io? A scrivere?
Ci risi su, poi però quelle parole non uscivano dal cervello, allora una sera lasciai il libro sul
comodino e impugnai il mio iPhone. Non c’era bisogno di pensare a cosa avrei voluto scrivere, la
storia era già dentro di me. Avrei dovuto solo dar vita ai personaggi e fargliela vivere.
Mentre scrivevo mi accorsi che molti particolari rimanevano ben fissi nella mia memoria
nonostante normalmente non ci avessi dato alcuna importanza.
Scrivere è entrare in empatia con il lettore, è scendere nel profondo di me stesso dove le sensazioni sono primordiali, quasi istintuali ed accomunano ogni essere umano. È in quelle sensazioni che ci si ritrova come parte del tutto.
Da quel giorno con l’iPhone ne è passato di tempo e la vita mi ha dato una chance mettendo davanti al mio percorso una persona che non smetterò mai di ringraziare perché è stata la prima ad aver creduto in me, il “Maestro” Ruggero. A lui devo una grande crescita nella scrittura ma soprattutto nella curiosità di apprendere una materia ancora del tutto sconosciuta.
In seguito il mio percorso si è arricchito della creatività e infinita passione di uno scrittore, un
amico, Tommy.
Nel frattempo “L’ultimo sorriso”, subiva le modifiche che io stesso subivo, fino ad aver scritto la
parola “FINE” in un misto di felicità e tristezza. Non sapevo se esserne felice, soddisfatto o triste
per aver lasciato andar via Alessandro, Alessandra, Mamadi, Pietro, Halina.
Oggi il loro posto è stato preso da Paolo e Janet, che stanno dando vita al mio secondo lavoro, un thriller finanziario, un intreccio tra finanza e politica ambientato nell’America della grande crisi del 2007.

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L’Ultimo sorriso nasce dall’urlo interiore contro le ingiustizie
subite da un’intera città, Bari, all’epoca dei fatti legati
all’indagine del calcioscommesse, ma se ne distacca lasciandolo
sullo sfondo di una vicenda che si intreccia attorno a un
misterioso omicidio. Alessandro si ritrova nel mezzo e sarà
costretto a tirare fuori le unghie.
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Della stessa materia..

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Sento che siamo stati insieme fin dal nostro luogo di origine, che siamo della stessa materia, delle stesse onde, che portiamo dentro lo stesso istinto. Tu sei forte, il tuo genio e la tua umiltà prodigiose sono incomparabili e arricchisci la vita; dentro il tuo mondo straordinario, quello che ti offro è solo una verità in più che ricevi e che accarezzerà sempre la parte più profonda di te stesso. Grazie di riceverlo, grazie perché vivi, perché ieri mi hai lasciato toccare la tua luce più intima e perché con la tua voce e i tuoi occhi hai detto quello che aspettavo da tutta la mia vita.
Frida Kahlo

Qualcosa di me… Monika M

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La stravaganza trovo appartenga a tempi ormai lontani. Come si può essere eccentrici in un Mondo sregolato? Forse la vera stravaganza oggi è il non apparire a tutti costi, ma cerca di essere… spero questa sia la mia stravaganza, essere senza apparire!

( The extravagance I find belongs to long-ago times. How can you be eccentric in a unruly world? Perhaps the real extravagance today is the not appear at all costs, but try to be… hope this is my extravagance, be without appearing!  )

Monika M

Il conte di Montecristo

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Dato il caldo ho pensato di affrontare quest’estate cambiando modo di parlarvi dei grandi classici della letteratura, suggerendovi di visionare i film !
 
A settembre affronterò l’analisi del romanzo, e se non lo avete letto magari ne approfitterete e guarderete il film…  sono certa vi appassionerà così tanto che poi leggere anche il romanzo di Alexandre Dumas !
Buona visione !

Qualcosa di me … Monika M

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Credo che il più grande fan di uno scrittore sia il proprio editore. Anche se i tempi cambiano e l’editoria non è esente da questo… mi piace pensare sia ancora così !

( I think the biggest fan of a writer is his own publisher. Even if the Times change and the publishing is not exempt from this… I like to think it is still so! )

Monika M

Oggi vi parlo di #54

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TRAMA

Aaron, attaccato dal Druido Nero, lotta tra la vita e la morte. Il suo spirito vaga nella dimensione dell’antitempo, dove è messo di fronte a una scelta. Decidere se portare a termine la sua impresa o porre fine al suo viaggio restando nella dimensione eterna. Aaron sa bene che da ciò dipenderanno le sorti dei regni della luce: riprenderà il viaggio, suo malgrado. E fra i nuovi ostacoli che dovrà superare, mentre gli dei combattenti affrontano difficili battaglie, una speranza brilla lontana: la Spilla di Luce, la chiave che potrà rivelare i poteri dormienti di Aaron e metterlo nelle condizioni di affrontare l’oscuro nemico.In un viaggio alla scoperta di profonde leggende, questo secondo volume porta avanti il viaggio di un eroe colmo di umanità, alla ricerca di una luce che è la speranza di un domani migliore.

Dopo aver letto il primo capitolo della saga eccomi nuovamente qui a legger le nuove avventure che attendono Aaron, come mio solito non rivelerò la trama perché credo sia giusto lasciare tale piacere al lettore ma vi fornirò piccoli segnali di direzione 😉

Prima di tutto ci tengo a far i complimenti all’autore perché il suo stile già ottimo è ulteriormente migliorato, molto più accurato e scorrevole!

In questo secondo capitolo ritroviamo Aaron molto  provato, dopo l’infausto incontro con il Druido Nero. L’incipit usato dall’autore rapisce subito la mente del lettore introducendolo in un mondo magico che non ha spazio per la razionalità. Seguendo la Luna riflessa nel lago ci inoltriamo nella storia che inizia ponendo il protagonista davanti ad una scelta che vede contrapposto ciò che egli desidera per sé e ciò che invece è giusto fare.

La purezza d’animo dell’autore traslare tra le parole vergate della sua narrazione, sospetto che Aaron somigli molto al suo creatore e che rappresenti una fuga da ciò che in questo mondo reale egli non ama. Le pagine del romanzo sono impregnate di speranze ed attiva lotta perché ciò che è giusto prevalga sul tornaconto personale.

Aaron rappresenta in pieno l’incarnazione della frase di Ghandi : ” Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo ” . Infatti la storia narrata da Claudio Massimo non è sterile  speranza, ma cambiamento interiore.

La fantasia, che vige in tutti i fantasy, è in questo romanzo fortemente sostenuta e supportata da legenda e miti che si perdono nel tempo, ma che danno forza e spessore alla narrazione.

Il romanzo è veramente adatto a tutti, sia ai più piccoli che eleggeranno Aarona a loro eroe, sia i più grandi che comprenderanno i vari livelli di narrazione che la storia offre assieme a molteplici riflessioni.

Spero di avervi incuriosito e che viaggerete con Aaron in queste terre magiche.

Monika M

Il giovane favoloso!

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Chi come me ama Leopardi sono certa avrà visto questo film.

La narrazione prende il via raccontando un Giacomo bambino che gioca con i suoi fratelli, in realtà nella sua vita ci saranno pochi attimi di svago: l’austero padre “impone” ai figli studi incessanti e severi, confinandoli nella prestigiosa biblioteca di famiglia. .

Con pochi dettagli il regista tratteggia l’infanzia del Poeta: una madre bigotta incapace di amare i suoi stessi figli ed un padre che vuol isolarli dal mondo infarcendoli di nozioni fini a loro stesse. Probabilmente quella malinconia, che tutti i suoi scritti caratterizzò, partì proprio da questo senso di solitudine ed abbandono nato tra le mura domestiche.

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Commovente è a mio avviso la ribellione che lo vede abbandonare la sua agiata famiglia pur di seguire la sua passione per la poesia. Amato ed odiato dalla società intellettuale dell’epoca, ridotto a vivere grazie al  sussidio da questi concesso.

Struggente il suo amore non ricambiato, questo aspetto è poco trattato  e chi non conosce bene gli scritti di Leopardi non ne conosce l’intensità passionale.

 

Giacomo Leopardi : Io non ho bisogno di stima, di gloria o di altre cose simili. Io ho bisogno di amore, di entusiasmo, di fuoco, di vita.

Nonostante le avversità e le fragilità sia fisiche che emotive, Leopardi ne esce vincente per il suo pensiero illuminato e svela, a chi non conosce il personaggio, la sua ironia tagliente ed altissima, segno di una spirito elevato e geniale.

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Elio Germano impeccabile nella sua interpretazione commuove lo spettatore, trascinandolo nei dolori fisici che il Poeta affrontò, senza che mai ne ingabbiassero il pensiero che libero sempre volò, infinito !

Monika M