Oggi vi parlo di #49

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Ho trovato originalissima la trama che lega tra loro i vari racconti, storie nella storia.

L’anziana protagonista brucia ad uno a uno fogli scritti in una intera vita, racconti appunto che ella ha raccolto e custodito fino a quella sera: la sera che sa essere la sua ultima notte.

Potrebbe sembrare una storia malinconica e forse lo è, ma la scrittura è così ben curata, elegante e dettagliata da rapire il lettore generando un piacere tipico dei grandi romanzi! Da scrittrice, ancor più che da lettrice, ho apprezzato ed ammirato  lo stile di Anna Frabello che spicca nello scenario degli autori emergenti per bravura e talento!

Già il titolo esprime la poesia che i racconti racchiudono, otto fili di fumo che nascono dagli otto racconti che l’anziana donna getta nel fuoco perché ciò che ha scritto non le sopravviva. Ho trovato molto struggente questo pensiero… chi scrive lo fa spesso per illudersi di sfuggir alla morte, una sorta di immortalità promessa, sperata!

Questo già potrebbe bastare per consigliarvi di non perdere questa raccolta, se non fosse che i racconti stessi sono dei piccoli capolavori, il primo è quello che più ha toccato le mie corde…

Storie fantastiche, paragonabili a sogni, ma che sanno esprimere un concetto reale che rapirà e condurrà lontano vostre personali riflessioni.

Lo consiglio? Assolutamente si! Rimarrete piacevolmente conquistati dalla sua bravura!

Monika M.

Link acquisto del romanzo

Rifiuti Illustri

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Anna Frank, Diario

«La ragazza non possiede, a mio parere, una speciale percezione o sensibilità che sollevi quel libro al di sopra del livello di curiosità.»

Uno dei 15 editori che non ritennero che il Diario di Anna Frank valesse la pena di essere letto. Il testo, rivisto e redatto dal padre di Anna, Otto Frank, dopo svariati passaggi finì nelle nelle mani della coppia di storici olandesi Jan Romein e Annie Romein-Verschoor che dopo alcuni tentativi, senza successo, di trovare una casa editrice interessata alla pubblicazione, il 3 aprile del 1946 scrissero un breve articolo sul Diario sulla prima pagina del quotidiano Het Parool. Infine, fu la casa editrice Contact di Amsterdam a pubblicare il libro richiedendo però che venissero tolti alcuni passaggi in cui Anne Frank scrive della sua sessualità. Il redattore capo decise di apportare anche altre piccole modifiche. Il Diario uscì il 25 giugno del 1947 con il titolo «L’Alloggio segreto. Diario epistolare dal 14 giugno 1942 al 1 agosto 1944» con una tiratura di 3 mila copie.

I Paradisi Artificiali #3

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Rubrica che mi vede collaborare con  blogger che stimo molto, sono quindi onorata di farne parte. 15995041_178475882628831_5574318097662356664_o.jpg

Chi conosce 387px-Baudelaire_signatur__svg.pngavrà già indovinato cosa lega la mia rubrica a Les Fleurs du Mal ! Del resto i libri non sono forse…paradisi artificiali?

*I libri che propongo in questo spazio sono da me scelti ed acquistati, personali letture che condivido con voi amanti della lettura, non sono frutto di segnalazioni ne da parte di case editrici ne di autori.  Non sono recensioni, non amo dar giudizi, troverete qui piacevoli letture di vario genere di autori esordienti e non… Vi svelerò di volta in volta cosa mi ha spinto ad acquistare il libro, se il titolo, la copertina o la trama! Ogni scrittore prima di divenire autore è un lettore accanito vi rivelerò quindi cosa sto leggendo ora, per mio piacere personale:

 

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Cosa mi ha spinto ad acquistarlo?

La copertina, davvero molto originale!

Quarta di copertina:

Il treno per la felicità è la storia d’amore che Giovanni e Sarah vivono a Torino. Il racconto, oltre a mettere in evidenza alcune delle tematiche attuali, ci introduce in una dimensione in cui la religione finisce per essere un ostacolo relazionale. Giovanni, un giovane laureato, si trasferisce in città per cercare lavoro. Qui incontra Sarah, ragazza musulmana, che si troverà ad essere apertamente in contrasto con un fratello dall’atteggiamento dispotico. I motivi di tensione saranno tanti e le circostanze ci faranno piombare in una guerra aperta in cui i due, anche se spesso minati da tanta discordia, non si faranno di certo intimorire.

Lunghezza stampa 170 pagine.

Genere: Narrativa

 

 

Incipit:

Stavo sorseggiando il mio caffè in Piazza San Carlo in una mattina in cui Torino si era svegliata tra le nuvole autunnali grigie e così fitte. Sentivo le goccioline d’acqua sulla faccia. Finii il mio caffè e feci una passeggiata tra le solite vie del centro: da Piazza San Carlo passavo per Via Roma, sotto quei portici imponenti di granito, poi arrivavo in Piazza Castello, dove trovavo sempre un gruppo di giapponesi che immortalavano quell’immensa Piazza in cui si ergono il Palazzo Reale, il Palazzo Madama e il Palazzo della Regione. Alcune volte mi sedevo lì sulle panchine in legno proprio davanti al Palazzo Reale. Mi godevo il silenzio della sera o il trambusto della mattina. Quando mi stancavo, passavo attorno al Palazzo Madama, e ogni volta, non potevo fare a meno di notare come cambiava in modo brusco il suo stile architettonico. La bellissima facciata che dava su Piazza Castello era in stile barocco, mentre la facciata opposta era di epoca medievale. Entrambe bellissime, ma assai diverse. Quindi, entravo nella lunghissima Via Po, e rimanevo pomeriggi interi a guardare i libri sulle bancarelle, e poi, alla fine, non ne compravo nemmeno uno. Prendevo una delle innumerevoli traverse e raggiungevo il punto in cui mi piaceva stare di più, la Mole Antonelliana. La guardavo, la ammiravo, così imponente che sovrasta il cielo di Torino, posta in una via qualunque, come se fosse un edificio come tanti. Ogni volta che ci passavo di fronte, stavo col naso all’insù, come a salutarla, poi, raggiungevo la casa di mio fratello lì vicino.

In quel periodo, infatti, stavo a casa di mio fratello Guido, perché ero in cerca di un’occupazione. Avevo appena concluso l’università. Tutto il Paese attraversava un periodo di crisi economica e non era facile trovare un impiego su ciò per cui si avesse studiato. I ricercatori facevano i baristi per poter vivere, gli studenti universitari facevano di tutto pur di guadagnare qualche soldo per pagare l’affitto, di solito in arretrato di due o tre mesi. L’Italia era questo al momento.

Io ero ottimista, avevo una laurea in architettura in tasca e aspettavo solo di trovare un buon annuncio per un lavoretto qualsiasi, in attesa di trovare qualcosa per cui avessi studiato.

Mio fratello Guido era quattro anni più grande di me, e lui, invece, aveva avuto fortuna. Andò via di casa subito dopo il diploma, e poco prima di laurearsi, trovò un lavoro come broker in una compagnia di assicurazioni. Al momento, gli andava bene così.

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Il romanzo narra le vicende di Giovanni, neolaureato in cerca di un lavoro, trasferitosi nella meravigliosa Torino a caccia di fortuna.

La situazione economica italiana è perfettamente riprodotta nel romanzo, così come le aspettative di lavoro dei giovani laureati e non. Il protagonista, nonostante i titoli di studio, accetterà il ruolo di lavapiatti pur di guadagnare il primo stipendio. L’autore tramite il suo personaggio esprime perfettamente il disagio giovanile e la paura di un futuro che appare incerto, colmandolo con sogni e speranze che vive tengono la speranza. Del resto non si deve mettere di pensare e credere che un Mondo migliore sia possibile!

Il titolo è azzeccatissimo, il protagonista non cerca solamente un “vero” lavoro ma anche e soprattutto  il vero amore e questo richiede coraggio e l’incapacità di accontentarsi. Giovanni proverà, incontrando una misteriosa ragazza per le vie di Torino, quella sensazione tipica del colpo di fulmine e rincorrerà quel turbamento consapevole dell’unicità che promette.

Come ogni storia d’amore vi saranno impedimenti e difficoltà da affrontare, ma proprio questo darà a Giovanni la certezza dell’amore che prova perché immutato ed imperterrito a tutto resiste.

La scrittura scivola fluida, la storia trasmette ottimismo, la lettura è leggera e quindi adattissima come  lettura estiva, non mi resta che augurarvi buona lettura!

Monika M.

Aforisma legato al libro:

 

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Vivere nel presente …

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L’editoria è un mondo del tutto imprevedibile e dove oggi c’è un best-seller e l’idea di un certo tipo di narrativa, si può star certi che sei mesi dopo il vento soffierà da un’altra parte. L’editoria (a differenza della letteratura) vive nel presente ed è sempre al passo con i tempi.

Alice Di Stefano, Intervista a La stanza di Virginia, 2013

Citazioni:

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Ch’io mi volga indietro a guardarti. O tu, muraglia che ricingi quei lupi, sprofonda nella terra e non proteggere più Atene! Diventate incontinenti, matrone! L’obbedienza sparisca nei fanciulli! Schiavi e pazzi, strappate i grinzosi senatori dai loro seggi e amministrate le leggi in loro vece! In pubbliche bagasce mutatevi all’istante, fresche virginità! Fatelo sotto gli occhi dei vostri genitori! Voi, falliti, tenete duro, e invece di pagare, fuori i coltelli e tagliate la gola dei vostri creditori! Servi giurati, rubate! I vostri austeri padroni sono ladri a man bassa e saccheggiano in nome della legge. E tu serva, va’ nel letto del padrone, poiché la tua signora è di bordello. Figlio sedicenne, strappa la gruccia imbottita del tuo vecchio padre zoppicante e con essa spaccagli il cervello! Pietà, timore, devozione agli dei, pace giustizia, verità, domestica reverenza, riposo notturno, buon vicinato, cultura, costumi, arti e mestieri, gerarchie, riti, consuetudini e leggi, decadete nei vostri deleteri opposti, e solo viva il caos! Pestilenze che colpite gli uomini, ammassate le vostre potenti e infette febbri su Atene, matura alla rovina! E tu, fredda sciatica, storpia i nostri senatori, così che lussuria e libidine, nel cuore e nel midollo della nostra gioventù, in dissolutezza! Rogne e pustole, disseminatevi sul petto degli Ateniesi e la loro mèsse sia una lebbra universale! L’alito infetti l’alito, sì che la loro società, come la loro amicizia, sia solo veleno! Da te voglio portar via nient’altro che nudità, o città detestabile! Prendi anche questa con innumerevoli maledizioni! Timone se n’andrà nelle foreste dove troverà bestie selvagge molto più miti dell’uman genere. Confondano gli dei (uditemi voi tutti. buoni dèi!) gli ateniesi, dentro e fuori queste mura! E concedano che con la vita di Timone cresca anche il suo odio per tutta la razza degli uomini, grandi e umili! Amen.
William Shakespeare Timone d’Atene

Parlaci del tuo romanzo …

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Ospite del giorno: Jessica Verzeletti !

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Sinossi:
Tarha, Seth, Aris e Anne, sono degli archeologi richiamati a lavorare in Egitto, negli scavi della Valle dei Re e delle Regine, dedicando la loro vita completamente alla riesumazione di reperti. Finché un giorno la scoperta di un reperto misterioso, nominato come “Reperto X”, cambierà la loro vita. Tarha e Seth saranno costretti a vivere in prima persona la vita di quei Faraoni e Regine che tanto sprecavano tempo a ricostruirne la storia dai pochi artefatti rimasti intaccati dal tempo, trovandosi in una realtà totalmente sconosciuta e celata dal tempo e dalle scritture. Scopriranno che loro hanno un anima antica e l’unico modo per tornare indietro sarà affidarsi agli Dei, insieme all’aiuto di Aris e Anne che nonostante non saranno accanto a loro sapranno dare il loro supporto, prima che il sole di Ra si oscuri completamente facendo cadere l’Egitto in un sonno eterno.
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Breve presentazione:
Romanzo fantasy storico, ambientato nella misteriosa terra dell’Egitto. Chi più degli Egiziani avevano certe conoscenze e consapevolezza del mistero, esoterismo e reincarnazione? I Re dell’oltretomba che non avevano paura della morte, anzi, era solo un altra via per un altra vita. Colma di divinità, leggende e accenni mitologici, un salto dai tempi di oggi che sembrano aver cancellato l’essenza di antiche memorie. Avreste il coraggio di affrontare la bilancia del giudizio, al cospetto delle fauci del Dio Anubi e la piuma pronta a giudicare la sua sentenza del dio Thot? Cosa fareste se dovreste trovarvi nei panni di un vostro antenato?
Estratto:

«Credo che quando verrà la mia ora diventerò polvere molto velocemente» puntualizzò fissando la donna.

«Seth ha un idea tutta sua riguardo queste cose» s’intromise Tarha giustificandolo.

«Capisco… ma sai, l’imbalsamazione è sempre stata considerata sacra. E penso che sia giusto resti così. Quelli sono solo gusci vuoti che sono stati preparati per far trapassare l’anima dall’altra parte, prima di risorgere nuovamente» Affermò la donna rigirandosi nella mano il bicchiere con il liquido scarlatto, il famoso vino con cui Tarha aveva esagerato il giorno prima e che quella sera non toccò nemmeno una goccia, con aria di sfida e divertimento.

«Cosa ti fa credere sul serio che l’anima esista davvero?» Domandò Seth scrutandola incuriosito.

«Forse questa è una domanda che devi cercare da solo la risposta, nessun altro potrà dartela se non ne sei convinto. A volte nella vita accadono situazioni che ci mettono davanti proprio ciò che stiamo cercando. Bisogna solo attendere e seguire il flusso. Ci sarà un motivo sul perché tutte le credenze hanno molte similitudini. Mi ritengo una cosiddetta “fan” del Dio Anubi, colui che illumina il cammino con la luna tenuta nel palmo della mano ed apre la strada per il regno dei morti prima della loro rinascita, prima di trovarsi nella sala delle due verità. Il nostro curriculum in questa vita influenzerà la prossima. Tu pensi di aver un buon curriculum da presentare al Dio Anubi?» Provocò Anne ammiccando.

«Oh… Credo che il Dio Anubi troverebbe il mio curriculum di vita molto interessante» affermò il giovane sarcastico.

 

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Vladimir Nabokov, Lolita

«Per gran parte è nauseante, anche per un freudiano illuminato… è una specie di incrocio instabile tra una realtà orribile e una fantasia improbabile. Spesso diventa un sogno a occhi aperti nevrotico e selvaggio… Consiglio di seppellirlo sotto una pietra e tenerlo lì per almeno mille anni.»

Vladimir Nabokov, esule russo che già dal 1940 si era stabilito negli Stati Uniti, non seppellì Lolita ma riuscì a pubblicarlo in Francia nel 1955 con la Olympia Press, una casa editrice specializzata in narrativa erotica, dopo due anni di rifiuti da alcune prestigiose case editrici statunitensi (Viking Press, Simon&Schuster, New Directions, Farrar e Doubleday). Il libro diventò immediatamente quello che si chiama “un caso letterario”, apprezzato da scrittori e critici tra i più rispettati del tempo: quando Graham Greene lo lesse nell’edizione francese, in un’intervista al Sunday Times di Londra lo definì come «uno dei migliori romanzi dell’anno». Nonostante questo il romanzo non venne pubblicato in Gran Bretagna fino al 1957, perché il ministero degli Interni ne vietò la distribuzione. Anche il governo francese decise che ne fossero ritirate tutte le copie in commercio. La prima edizione americana risale al 1958. In Italia è stato pubblicato per la prima volta nel 1962.

Charles Bukowski, “Quando Dio creò l’amore”

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imagesQuando Dio creò l’amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l’odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.